domenica 30 novembre 2014

Un tris... di curiosità!!!

MACEDONIA D'AGRUMI IN SCIROPPO SPEZIATO
(dosi valide per 4 persone)
Ingredienti:
2 arance Navel non trattate; 4 mandarini e/o clementine; 1 pompelmo rosa *(facoltativo); 50 gr di zucchero di canna grezzo; 250 ml d'acqua; 5 semi di cardamomo; 1 bacca d'anice stellato; la scorza grattugiata di un'arancia.
Preparazione:                                                                                   
Sbucciare un'arancia con il rigalimoni a fori piccoli; prelevare la scorza e metterla in acqua bollente, lasciarla sobollire per 2 minuti. Scolare e ripetere l'operazione ancora una volta. Preparare lo sciroppo con lo zucchero, l'acqua, i semi di cardamomo appena pestati e la bacca d'anice stellato; unire la scorza d'arancia e far cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti sino a quando non si riduce di almeno 1/3. Pelare gli agrumi e tagliarli in piccoli pezzi, metterli in una terrina ed irrorarli con lo sciroppo. Coprire con pellicola alimentare e far riposare in frigorifero per almeno un giorno, bagnando ogni tanto la frutta con il suo stesso liquido. Servire in coppe o in cestini d'arancia con il loro liquido di macerazione. Per fare il cestino, bisogna ricavare il manico con un coltello affilato, togliere tutta la polpa con uno scavino stando attenti a non rompere la buccia e poi usarlo come contenitore.

MACEDONIA IN CIALDA CON SALSA AL MIELE                                            
(dosi valide per 4/6 persone)                                                         
Ingredienti:                                                                                              
400 gr di frutta mista (kiwi; fragole; uva; mela); 40 gr di miele neutro; il succo di un limone ; 4/6 cialde cono; 100 gr di cioccolato fondente; mandorle a lamelle e succo di limone q.b.  
Preparazione:                                                                         
Lavare le fragole sotto un getto corrente d'acqua fredda. Preparare il resto dei frutti scelti e tagliare il tutto a tocchetti, solo le mele vanno strofinate con un po' di succo di limone per evitare che anneriscano. Mettere dentro una terrina, coprire con carta argentata e fare riposare in frigorifero sino al momento dell'uso. Nel frattempo preparare le cialde. Fondere a bagnomaria il cioccolato e con un pennello da cucina coprire internamente la cialda, facendo un doppio strato sul fondo. Spennellare anche il bordo e passarlo nelle mandorle a lamelle, sino a quando non aderiscono. Far rassodare a temperatura ambiente. Usare il cioccolato servirà oltre che ad ingolosirla, anche ad evitare che l'umidità della frutta l'ammorbidisca. In un tegame mettere il miele e scioglierlo a fuoco basso sino a renderlo fluido. Non appena comincia a fondere, aggiungere gradatamente il succo del limone sino a che i due ingredienti non sono perfettamente amalgamati. Condire la frutta con la salsa al miele, travasarla dentro le cialde e servire. Questa macedonia può essere servita anche come spiedino di frutta con salsa a parte, ed in questo caso alle fragole non sarà necessario togliere il picciolo e la dadolata dovrà essere più grossolana. Si possono usare anche banane, pere; pesche e qualsiasi altro tipo di frutta vogliate.    
                                       
MACEDONIA DEL BUON AUGURIO 
(dosi valide per 6/8 persone)                                                     
Ingredienti:
600 gr di frutta assortita (fragole; ribes; mirtilli; lamponi; more; chicchi di melograno); 80 gr di zucchero semolato; 200 ml di spumante brut o champagne; rametti di ribes; zucchero al velo; zucchero semolato ed Alchermes q.b.
Preparazione:
Bagnare il bordo del calice con l'Alchermes e passarlo nello zucchero semolato, ripetere più volte l'operazione sino a quando lo strato che si è formato non è abbastanza stabile. Mettere il calice a freddare in frigorifero, sino al momento dell'uso. Pulire in acqua fredda corrente i frutti, sgranare e/o tagliuzzare quelli più grossi, metterli a macerare in una terrina con lo zucchero e lo champagne o spumante di tipo brut. Coprire con pellicola alimentare e far riposare per almeno un giorno in frigorifero. Travasare nei calici, con anche il succo di macerazione, decorare con un rametto di ribes cosparso di zucchero al velo e servire.

Con il temine macedonia s'intende l'insieme di frutti misti crudi tagliati a pezzetti o a fettine mescolati tra loro, messi a macerare con dello zucchero ed aromatizzati con sciroppi; succo d'agrumi o liquore. Se in principio nacque per riciclare la frutta che stava andando a male, un po' come la ricotta dolce che ora è diventata il tratto distintivo della pasticceria siciliana, in epoca recente è invece diventata un piatto da preparare sempre con frutta fresca e non troppo matura. L'origine del nome dovrebbe provenire dal termine francese "macedoine" che significa miscuglio di cose diverse e, probabilmente trae spunto dalla Macedonia balcanica che dopo le conquiste di Alessandro Magno, fu popolata da gente diversa (Macedoni; Albanesi; Greci, Turchi). Un'altra ipotesi meno accreditata vuole invece che la parola derivi dal "macerone", un distillato a base di sedano che veniva utilizzato durante la preparazione della frutta stessa ma, anche in questo caso ritornerebbe in causa la Macedonia perché il nome "macerone" viene da Macedonicum petroselinum ovvero "prezzemolo di Macedonia". Una piccola leggenda racconta un'altra versione ancora dell'origine del vocabolo macedonia. Ai tempi dell'imperatore Giustiniano, Antonina, moglie del valoroso generale Belisario, aveva un amante a cui teneva moltissimo. Naturalmente, come sempre accade, l'ultimo a saperlo è il marito. Una serva del generale, di nome Macedonia, sotto solenni promesse e giuramenti che non le sarebbe venuto alcun male, rivelò a Belisario la tresca. Antonina negò anche l'evidenza e alla fine il marito, convinto dell'innocenza della moglie, abbandonò Macedonia al suo destino. Antonina le fece tagliare la lingua e poi la ridusse in tanti piccoli pezzi che, raccolti in un sacco, furono gettati in mare. Da qui potrebbe essere nato il detto "fare una macedonia". Il termine macedonia per come lo conosciamo ed intendiamo noi, quindi un misto di frutta tagliata in piccoli pezzi, penetra nell'italiano, come termine della gastronomia, a partire dai primi anni del Novecento (ad attestarlo per primo è il Panzini, Dizionario moderno, 1918) e l'autore di questa parola, che sicuramente deriva da un francesismo, è L'Artusi. Con queste ricette e curiosità, vi auguro una buona nuova settimana. Abbracci alla prossima, Debora.

domenica 23 novembre 2014

Attraverso la... musica!!!


MUFFIN "INTORPIDITO"
(dosi valide per 6/8 pz. medi)
Ingredienti:
235 gr di farina "00"; 115 ml di latte a temperatura ambiente; 37,5 ml d'olio di semi; 30 gr di zucchero di canna integrale; 8 gr di lievito chimico per dolci; 2 cucchiaini di caffè solubile; un pizzico di sale; 1/2 cucchiaino di bicarbonato; un uovo a temperatura ambiente; 25 gr di gocce di cioccolato bianco; un cucchiaino abbondante di zenzero candito tagliato in piccolissimi pezzi; 5 cucchiai di zucchero al velo; 5 cucchiaini di whisky.
Preparazione:
Preriscaldare il forno a 190° in modalità statica.
Setacciare la farina, il lievito, lo zucchero e il sale in un terrina.
Unire le gocce di cioccolato, lo zenzero candito e mescolare bene.
Sciogliere il caffè con il latte, aggiungere l'olio e l'uovo e battere bene il tutto.
Negli ingredienti secchi fare la fontana e versarci dentro il composto liquido.
Mescolare con un cucchiaio poco, non più di 10 giri e quando il composto sarà grumoso ed appiccicoso travasarlo negli appositi pirottini.
Se restano spazi vuoti nella teglia, riempirli d'acqua onde evitare che si arroventi in cottura.
Abbassate la temperatura del forno a 180° e mettete a cuocere i muffins per 20/25 minuti al massimo, facendo la consueta prova stecchino.
Lasciateli dentro il forno spento per 5 minuti e poi trasferite i muffins sopra una gratella, affinché l'aria circoli liberamente, senza che faccia inumidire la parte sottostante.
Per la glassa setacciare lo zucchero al velo in una terrina, bagnarlo con il liquore e mescolare sino ad ottenere un composto semi fluido.
Glassare i muffins e servire tiepidi.
Per ulteriori e più dettagliate informazioni sulla preparazione di questi dolcetti è sempre consigliabile la lettura del post di Francesca del blog "Burro e zucchero" che ha proposto questo tema per la sfida del mese dell'MTC.
Conoscete già le regole per partecipare alla prova del mese.... ispirarsi ad un testo letterario e/o musicale.... e stavolta ho scelto di farlo attraverso la musica.
Il mio gruppo preferito in assoluto sono i Linkin Park e la canzone scelta è Numb.
I Linkin Park sono un gruppo musicale alternative rock statunitense, formatosi a Los Angels nel 1996.
Composto da Chester Bennington (voce); Mike Shinoda (voce, tastiera e chitarra); Brad Delson (chitarra); Rob Bourdon (batteria) e Joe Hahn (strumentista) e sono uno dei gruppi di maggior successo commerciale dell'ultimo ventennio.
La loro musica è in predominanza "new metal" e "rap metal" con influenze "hip pop, alternative rock" sino a quando il gruppo non si è discostato da tali generi, sperimentando una sonorità più variegata e differente con forti richiami al "post-grunge" e ad un grande uso di strumenti elettronici.
Carattere distintivo della loro musica è l'impiego di due voci nello stesso brano, il cantante Chester si fa notare per l'uso del growl e dello screaming, mentre Mike Shinoda esegue quasi sempre le parti rappate ed i controcanti.
"Numb" letteralmente intorpidito, infatti parla di qualcuno che è come se fosse arenato in una situazione da cui non riesce ad uscire, una sorta di stallo fisico ed emotivo ma che ha anche la voglia di cambiare, di dare un calcio al passato, di riprendersi il proprio spazio e la propria identità...

qui  (testo e traduzione)
qui  (video per ascoltarla)
qui (varie sulla canzone)  

"Numb" perché è la canzone che mi rimette in sesto, mi basta ascoltarla ad alto volume, canticchiarla... ascoltarla ed ascoltarla ancora per ritrovare le energie e le forze quando queste sembrano abbandonarmi; è la mia canzone "tira su il morale; rialzati; rimboccati le maniche e vai avanti"....
E quindi il mio muffin doveva essere energico (caffè), gustoso (cioccolato), non troppo dolce perché a volte si ha bisogno anche di scossoni (zucchero integrale di canna), con carattere (zenzero candito) ed infine grintoso (glassa al whisky), pirottini di vario colore per identificare i loro tatuaggi e le diverse tipologie di musica che suonano... tra l'altro ho letto che il Jack Daniel's è uno dei whisky che s'associa al mondo del rock ma, questo è stato un caso...
proprio tutto ciò che mi trasmette la canzone scelta nonché il gruppo, ogni loro canzone è carica di forza e mi da una bella scossa d'adrenalina...!!!
Adesso chiedo scusa per la cupoletta che non è perfettamente liscia e bella bombata come le vostre, perché mai?
Uffa :-)))

Un abbraccio alla prossima.
Debora.
P.S. La quantità variabile dipende dalla grandezza dei pirottini usati.

sabato 15 novembre 2014

Doppia... sfida!!!


MUFFIN "NEPALESE"
(dosi valide per 6 pz. grandi)
Ingredienti:
270 gr di farina "00"; 65 gr di zucchero di canna grezzo; 50 gr di cacao amaro; 8 gr di lievito chimico; 1/2 cucchiaino di bicarbonato; un pizzico di sale; 2 cucchiaini di pepe di Sichuan pestato; 2 uova medie; 100 ml di latte; 75 gr di burro; 75 gr di miele di castagno; zucchero al velo q.b.
Preparazione:
Setacciare la farina; il bicarbonato; il lievito ed il cacao.
Aggiungere il pepe di Sichuan; lo zucchero di canna ed il sale, mescolare per amalgamare bene il tutto.
Tenere da parte.
Preriscaldare il forno a 190° in modalità statica.
Preparare nel frattempo gli ingredienti liquidi.
Fondere il burro e farlo intiepidire.
Battere le uova ed il latte che devono essere a temperatura ambiente.
Unire il miele di castagno, farlo sciogliere per bene ed infine aggiungere il burro.
Negli ingredienti secchi fare la fontana e versare al centro il composto liquido, mescolare con un cucchiaio per un massimo di 10 giri e quando l'impasto sarà grumoso ed appiccicoso travasarlo nei classici pirottini di carta.
Disporre questi all'interno della teglia apposita e se restano degli spazi vuoti riempirli d'acqua o in cottura si arroventa.
Nel caso di più infornate, raffreddare sempre la teglia prima di riutilizzarla.
Abbassare la temperatura del forno a 180° e cuocere i muffins per 20/25 minuti al massimo.
Fare la prova stecchino che inserito al suo interno deve uscire asciutto e pulito.
Lasciarli altri 5 minuti dentro il forno spento e poi trasferiteli su una gratella, in modo che l'aria circoli liberamente al fine di non inumidire la parte sottostante.
Spolverare con zucchero al velo e servire tiepidi.
Per tutte le altre dettagliate informazioni è consigliabile leggere il post di Francesca del blog "Burro e Zucchero" la vincitrice del mese scorso che ha lanciato questa proposta per la sfida corrente dell'MTC, una vera antologia sul tema con tante dritte e consigli affinché questi dolcetti possano sempre riuscire al meglio.
Una doppia sfida perché stavolta oltre a replicare o personalizzare la ricetta, questa doveva essere ispirata da un testo letterario e/o musicale....
Lo dico sempre, partecipare all'MTChallenge è divertente ed istruttivo, non solo perché s'impara a fare cose mai fatte, i muffins per esempio fatti una volta sola in vita mia ma, anche perché si apprendono trucchi, segreti e si gioca... sino a quando non arrivano le novità come in questo caso: abbinare un pezzo di te e trasporlo in una ricetta.
Eh???? Ah..... OMG!!!
All'inizio il panico perché non sono affatto un tipo espansivo, al contrario sono molto riservata e forse un po' timida... poi invece la voglia di mettersi in gioco a tutto tondo, ha avuto la meglio :-)
Certo raccontarvi un libro che ho letto attraverso una ricetta, non è qualcosa di semplice da fare, perché la lettura, così come ascoltare la musica sono molto soggettive e personali come esperienze e ciò che trasmettono a me, potrebbe non essere quello che trasmette a voi... ma chi ha il coraggio di giocare deve farlo sino in fondo e quindi....
Libro scelto "Sette fiori di senape" di Conor Grennan; un romanzo autobiografico ambientato in Nepal.
"Il protagonista decide di prendersi un anno sabbatico dalla sua normale vita di comune cittadino americano, perché annoiato dalla routine e come esperienza formativa sceglie di fare il volontario presso un orfanotrofio del Nepal durante la guerra civile; più per farsi bello davanti agli amici che per un alto senso d'altruismo.
Sapeva i rischi cui andava incontro ma quello che non sapeva era che quest'esperienza gli avrebbe cambiato la vita per sempre.
Quando incontra i bambini per la prima volta ne ha quasi paura, non li conosce, non li capisce  e sopratutto lui non ha mai avuto a che fare con la povertà ed il disagio di una guerra civile... una guerra che già di suo non può portare a nulla di buono, con l'aggravante che chiede un pesante ed importante contributo alle famiglie locali: un figlio da sacrificare per perpetuare la lotta.
I piccoli principi, così sono chiamati gli ospiti dell'orfanotrofio sono quei figli cui i genitori hanno rinunciato non per darli ai signori della guerra ma, per provare a dare loro un'opportunità diversa e migliore grazie alle cure e alla generosità d'alcune associazioni europee no profit.
Sono quindi degli "orfani" che sono stati tolti alle loro famiglie, da gente che comunque ha approfittato della situazione per essere strappati alla guerra...
Se il fine può giustificare i mezzi è lo stesso una scelta triste che ha ovviamente delle ripercussioni e sui bambini e sui loro genitori.
Molti bambini comunque riescono a trovare in questa situazione assurda un loro modo per essere felici ed andare avanti e a questo hanno contribuito persone come Conor... che finito il suo periodo di volontariato torna a casa per riprendere la sua vecchia vita ma, con un bagaglio d'emozioni e sensazioni che mai pensava di poter provare.
Tutto procede normalmente, sino a quando non gli giunge notizia che alcuni dei bambini assistiti vengono rapiti e si perdono le loro tracce.
Torna in Nepal e comincia una strenua ricerca attraverso le montagne dei bambini scomparsi, sino a quando non li ritrova tutti e molti di loro, riesce anche a farli ricongiungere con le proprie famiglie."
Perché ho scelto questo libro?
La cosa più semplice che mi viene da dire è perché essendo l'ultimo che ho finito di leggere è stato quasi naturale farlo ma, in verità il motivo è appunto il mettersi in gioco.... 
Molte cose le facciamo così tanto per, in realtà sono comunque esperienze che ci arricchiscono o ci impoveriscono, a seconda dei casi ma ad ogni modo non ci lasciano mai indifferenti, servono a formare ogni giorno quello che siamo e chi siamo ed il segreto è vivere minuto per minuto, facendo tesoro anche delle piccole cose che magari all'apparenza possono sembrare banali o meno interessanti e senza perdere mai la speranza che tutto può cambiare, a volte basta davvero poco: solo crederci e volerlo.
Il mio muffin vuole rispecchiare un po' questa storia: semplice; dal sapore dolce amaro; leggermente innevato come le montagne del Nepal e con quel pizzico di sentore pungente che rappresenta le sorprese della vita.
(Vedi nota sul pepe di Sichuan)
Bene ragazzi, se siete arrivati sino a qui vi ringrazio :-) e vi dico arrivederci alla prossima.
Un abbraccio, Debora.
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