martedì 28 febbraio 2012

Surprise... c'è ancora!!! (Klmt)


CHITARRA CON SEPPIA IN UMIDO
(dosi valide per 4 persone)
Ingredienti:
320 gr di spaghetti alla chitarra; 400 gr di pomodori pelati; una seppia; 30 gr di pecorino grattugiato (facoltativo); 10 gr. di prezzemolo stracciato; 2 spicchi d'aglio in camicia; 100 ml di vino bianco secco; 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva; peperoncino piccante e sale q.b.
Preparazione:
Per pulire la seppia staccare i tentacoli dalla sacca; eliminare il dente e l'osso bianco e sciacquare abbondantemente sotto l'acqua corrente.
Affettarla sottilmente, compresi i tentacoli e tenere da parte.
In un grande tegame di terracotta riscaldare l'olio con l'aglio in camicia (con la buccia) da togliere a fine cottura; lasciare soffriggere per qualche minuto ed unire la seppia; un pizzico di sale e fate cuocere per un po' (dipende da quanto è tenero il mollusco).
Sfumare con il vino, far evaporare l'alcool ed aggiungere i pomodori pelati; coprire con un coperchio, abbassare la fiamma e lasciare stufare per 20 minuti circa o più se serve.
Mettere a bollire abbondante acqua salata dove verrà lessata la pasta... attenzione fatela cuocere per metà tempo rispetto al tempo riportato sulla confezione, perché gli spaghetti dovranno terminare la cottura nel tegame con il sugo di pesce.
Non buttare l'acqua della pasta, perché qualora l'umido della seppia non fosse sufficiente, si userà come brodo.
Terminare di cuocere gli spaghetti come un risotto, regolare con sale e peperoncino; spolverare con prezzemolo e pecorino (facoltativo); servire direttamente nel tegame di coccio.
Calorie: 360 a porzione

domenica 26 febbraio 2012

Compito del mese... il pa(TEMA)!!!


PATE' RUSTICO
(dosi variabili)
Ingredienti:
Un cucchiaio abbondante di capperi; 1/2 cucchiaio di pasta d'acciughe; un cucchiaio di cipolla tritata; un cucchiaio di panna da cucina; un cucchiaio di succo di limone; un cucchiaino di burro; un pizzico d'origano in polvere; un pizzico di basilico in polvere; 100 gr di Philadelphia; *1/2 cucchiaino scarso di zucchero semolato (facoltativo); *caramello all'aceto balsamico e capperi q.b. per decorare.
Preparazione:
Mettere i capperi in un bicchiere con dell'acqua tiepida per un paio d'ore a perdere il sale; sciacquarli bene sotto l'acqua corrente fredda e poi strizzarli.
Nel bicchiere del frullatore unite i capperi; la pasta d'acciughe; la cipolla; la panna; il succo di limone; il burro; gli aromi; 20 gr circa di Philadelphia ed azionate la macchina a forte velocità sino ad ottenere un composto fine e morbido.
*Se volete potete aggiungere un 1/2 cucchiaino di zucchero semolato agli ingredienti sopra citati come correttore d'acidità.
Travasate in una ciotola e finite d'amalgamare con la Philadelphia rimasta.
Versare il paté nello stampo scelto (possibilmente in silicone); coprire con pellicola alimentare e porre in frigorifero a rassodare per un giorno intero.
Sformatelo, decoratelo e servitelo con crackers; crostini o come nel mio caso con gli scones al formaggio senza il secondo passaggio di burro fuso ed erba cipollina.
*Per il caramello all'aceto balsamico: 150 gr di zucchero semolato; un cucchiaio d'acqua e 50 ml d'aceto balsamico di Modena (buona qualità) quantità standard; anche se io ne ho fatto giusto un po', avendolo usato solo come decorazione.
Far sciogliere lo zucchero con l'acqua sino a raggiungere una temperatura di 130°, unire l'aceto e far cuocere fino ad ottenere la densità desiderata.
P.S. Di primo acchito, cioè subito dopo averlo fatto ed assaggiato il paté risulta acido, molto saporito ed è per questo che avevo pensato di servirlo con una glassa d'aceto balsamico ma, dopo il riposo in frigorifero la nota persistente si è molto accentuata tanto che non è stato necessario in alcun modo addolcirlo; è perfetto così e più riposa, più perde la fortissima vena acidula; inoltre si sposa davvero bene con il sapore delicato degli scoones.
Le dosi sono variabili perché tutto cambia in base allo stampo usato; con queste quantità ho ottenuto due stampini di medie dimensioni (uno pieno e l'altro pieno per 2/3).
Non so voi ma per me la partecipazione all'MTC è come la verifica periodica del mese blogghistico, tipo quelle che si facevano appunto a scuola... perché all'inizio c'è la curiosità di scoprire la ricetta nuova che proporrà il vincitore o la vincitrice come in questo caso La cucina di Bucci; poi il panico da ricetta mai fatta o che non rientra nei nostri gusti; la voglia comunque di mettersi in gioco; infine le spiegazioni sempre esaustive delle insegnanti (le ragazze di Menù Turistico) che davvero con molta gentilezza e pazienza aiutano a superare i tabù; i limiti dettati dall'inesperienza o dall'ignoranza... grazie mille!
Durante il mese gli alunni partecipanti fanno quello che preferiscono, pubblicano quando; cosa e come vogliono ma ad un certo punto tutti lì a preparare il piatto del compito prescelto, ognuno nel proprio stile; con le proprie tecniche ed in base ai gusti personali, come se fosse davvero un'interrogazione.
Quindi stavolta l'argomento proposto è stato il paté (ma) si era capito no?!
:-) Buona domenica ed arrivederci alla prossima, se non mi bocciate..!!

venerdì 24 febbraio 2012

Capatina in... Inghilterra!!!


SCONES AL FORMAGGIO
(dosi valide per circa 20 pz.)
Ingredienti:
220 gr di farina "00"; 1/2 bustina di lievito (io per dolci); 2 cucchiaini di zucchero semolato; 15 cl di latte; 60 (40+10+10) gr di burro; 30 gr di parmigiano grattugiato; un uovo; 60 gr di emmenthal; erba cipollina fresca o in polvere; farina e parmigiano grattugiato q.b.
Preparazione:
In una terrina mescolate la farina con lo zucchero ed il lievito. Aggiungete il parmigiano e l'emmenthal anch'esso grattugiato; mescolate il tutto.
Incorporate 40 gr di burro morbido e lavorate gli ingredienti con le dita.
Sbattete leggermente l'uovo, unitelo alla farina ed amalgamate.
Versate la metà del latte e cominciate a lavorare l'impasto con le mani in modo da ottenere una palla.
La pasta dovrà risultare soffice ma non collosa; se troppo asciutta aggiungete il latte rimasto (a me ne sono serviti solo 10 cl).
Preriscaldate il forno a 210°.
Spolverate un piano di lavoro con la farina e stendete la pasta con il mattarello fino ad ottenere un disco spesso 1,5 cm più o meno.
Con una formina in metallo o con un bicchiere di circa 4 cm di diametro ricavate i vostri scones.
Gli sfridi di pasta possono essere ricompattati e riutilizzati.
Disponete i dischi ottenuti su una placca coperta da carta forno. Spennellateli con 10 gr di burro fuso; spolverateli con del parmigiano e metteteli in forno per circa 15 minuti; non troppo vicini gli uni con gli altri perché crescono un bel po'.
Una volta cotti lasciateli freddare pochi minuti; copriteli con il burro rimanente anche stavolta fuso e cospargete con erba cipollina.
Servite dopo mezz'ora circa.
Per fare più in fretta non stendete l'impasto con il mattarello ma, a pezzi staccati con le mani, metterlo dentro dei pirottini per muffin.
Si ottengono delle focaccine davvero buone; perfette per un aperitivo; non duri come biscotti ma nemmeno morbidi come tortini, una piacevole via di mezzo.
D'origine inglese solitamente si preparano in chiave dolce e sono un ottimo accompagnamento per il thé; si vocifera che sia l'unico pasticcino cui ceda la Regina Elisabetta.
La mia versione salata è servita invece per accompagnare qualcosa che vedrete la prossima volta :-); intanto vi auguro buon fine settimana.
Byeee
P.S. La ricetta è presa da un libro ma nel leggere gli ingredienti ho dimenticato qualcosa ed aggiunto qualcos'altro; questa proposta è pertanto quella che alla fine ho realizzato.

martedì 21 febbraio 2012

Una... variante!!!


ANCIOVA IN BIANCO
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
140 gr di reginette; 4/5 filetti d'acciuga sott'olio; 2/3 spicchi d'aglio; olio extra vergine d'oliva; sale; prezzemolo e pangrattato q.b.
Preparazione:
Far tostare in un padellino antiaderente il pangrattato, rimestandolo spesso o si brucia e tenetelo da parte.
Mettete un bel fondo d'olio in padella, fatelo scaldare ed aggiungete i filetti d'acciuga sgocciolati; l'aglio tagliato in pezzi grossi per il lungo e fate cuocere sin quando le acciughe non si sono sciolte completamente; attenzione a non far scurire l'aglio o diventa amaro.
Regolate la sapidità.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e conditela con la salsa di acciughe.
Spolverate con abbondante pangrattato tostato e completate con del prezzemolo lavato; asciugato e stracciato.
E' una variante della pasta c'anciova e muddica atturrata (pasta in salsa di acciughe e pangrattato tostato) che vi avevo già proposto qui.
E' anche stata preparata di seguito alla precedente; ecco perché vi avevo suggerito di tostare il pangrattato senza olio, a parte per un gusto personale ma anche perché senza olio si mantiene meglio e può essere riutilizzato in altre preparazioni, nei giorni successivi.
Meno male che c'è l'archivio... perché quello che avrei voluto proporvi oggi avrebbe dovuto essere altro: delle chiacchere gluten free che volevo portare in ufficio proprio per una collega/amica celiaca ed in dolce attesa ma la ricetta alla quale mi sono appoggiata non è andata bene, un disastro ed una delusione pazzesca.. mi consola solo il fatto che non avevo venduto la pelle dell'orso prima d'averla catturata, altrimenti che figuraccia sigh!
Con un po' di mestizia quindi vi auguro una bellissima giornata :-)

sabato 18 febbraio 2012

Ed oggi... son 2!!!


PIROTTINI AL CARAMELLO
(dosi valide per 24 pz.)
Ingredienti:
150 gr di cioccolato fondente; 80 gr di mars; 60 ml di panna da cucina; 50 gr di cioccolato bianco; 1/2 cucchiaio d'olio di semi.
Preparazione:
Spezzettate le barrette di mars ed unitele alla panna. Far sciogliere a fuoco lento e lasciare riposare sin quando non comincia a rapprendersi.
A bagnomaria fondete il cioccolato con l'olio e poi spennellatelo su 24 pirottini in alluminio.
Capovolgeteli e fateli consolidare.
Riempite i cioccolatini fino a 3 mm dall'orlo con la salsa mou.
Scaldate il cioccolato fondente rimasto e con questo chiudete i vostri pirottini.
Far raffreddare per bene e poi decorate con del cioccolato bianco anch'esso fuso a bagnomaria.
Se il cioccolato fondente non è ancora sodo, battete leggermente sul piano di lavoro, così questo si unirà al cioccolato bianco, lasciando la superficie levigata.
I cioccolatini possono essere conservati per 3 gg. in un contenitore  a tenuta d'aria e posti in un luogo fresco.
Due anni fa nasceva il mio blog... Chez Denci ed è per festeggiare questa data che vi offro un cioccolatino; uno ad ognuno di voi.. a chi passa occasionalmente senza lasciare traccia e a chi passa quotidianamente proprio per il piacere di venirmi a trovare e lasciarmi un saluto.
A tutti voi va il mio grazie, perché spesso senza saperlo con i vostri commenti, la vostra presenza mi addolcite le giornate e mi fate sorridere.
Non so se ci sarà un terzo anno da festeggiare come blogger, perché quest'anno volevo veramente mollare però poi mi rendo conto che mi manchereste troppo e quindi, con meno assiduità di prima; con meno costanza e con meno voglia di giocare cerco comunque di continuare ad esserci; ed è per questo che vi invito intanto ad essere con me oggi... tra un anno si vedrà :-))
Un abbraccio a tutti ed in particolar modo ai miei colorini senza blog proprio perché le loro visite non hanno nessun tipo di riscontro nei loro confronti.
Debora

mercoledì 15 febbraio 2012

Romanticamente... in ritardo!!!


RED VELVET CUPCAKE
(dosi valide per 12 pz.)
Ingredienti:
1 uovo; 60 gr di burro; 150 gr di zucchero semolato; 2 cucchiaini di cacao amaro; 1/2 cucchiaino d'estratto di vaniglia; un cucchiaino di lievito in polvere;  150 gr di farina "00"; *120 gr di latticello; 1/2 cucchiaino di bicarbonato; 1/2 cucchiaino di sale; 1 cucchiaio di aceto di vino bianco; colore alimentare rosso (preferibilmente in polvere) q.b. 
Farcia:
400 ml di panna vegetale; 340 gr di latte condensato.
Preparazione:
Montare sino ad ottenere una crema spumosa il burro ammorbidito con lo zucchero ed incorporate un po' alla volta l'uovo che deve essere a temperatura ambiente.
Amalgamare il cacao; il colorante rosso e l'estratto di vaniglia ed unitelo al composto precedente.
Unire la farina setacciata con il lievito alternandola al latticello *(se non lo avete acidulate il latte con circa 15 gr di succo di limone e lasciatelo riposare 10 minuti) e mescolate.
A parte emulsionate l'aceto, con il sale ed il bicarbonato ed aggiungete il tutto alla massa rossa, legando bene.
Riempire i pirottini per circa 2/3 della loro capacità e porre in forno già caldo a 180° per 15/20 minuti.
Provate la cottura con lo stecchino che deve uscire pulito ma umido; poiché la consistenza di questi cup cake è morbida, tanto da sembrare poco cotta ma in realtà non è così.
Una volta freddi pareggiate le eventuali cupolette anti estetiche che si sono formate in cottura ma senza buttare i ritagli che anzi, sbriciolati diventeranno la decorazione dei dolcetti e se volete farcirli come ho fatto io, tagliateli a metà.
Per la crema montare la panna con il latte condensato e poi con questa farcire e decorare i red velvet cup cake.
Dolce tipico americano che di solito si serve con una crema di formaggio e burro; l'ho conosciuto grazie alla trasmissione "Il boss delle torte" anche se la ricetta l'ho trovata in rete ma non ricordo dove.. sorry.
P.S. Chiaramente mio marito ha apprezzato la bontà di questi dolcetti fatti di velluto rosso.
Il ritardo è ovvio... San Valentino, la festa degli innamorati era ieri; il romantico è altrettanto evidente: un piccolo cuoricino di cioccolato per completare la decorazione.
Ed ora permettetemi di spezzare una lancia in favore della ricorrenza, così tanto amata ed odiata... un po' come Halloween.
Halloween è vero non ci appartiene, perché è una festa che arriva da oltre oceano ma sta prendendo campo perché comunque è divertente; se si guarda solo l'aspetto ludico non crea alcun problema festeggiarlo o meno.
San Valentino stessa cosa... molti detestano la festa perché tanto commerciale; ma quale festa oggi non lo è????
Anche il Natale e la Pasqua, festività prettamente religiose lo sono diventate e quindi perché demonizzare il 14 febbraio e quello che si festeggia quel giorno?!
A parte l'aspetto economico si contesta anche il fatto che non può esserci una festa dell'amore solo un giorno all'anno; perché questo dovrebbe essere manifestato tutti i giorni e bla bla.
Ma chi ha parlato di amore nel senso più ampio del termine???
E' scontato che l'amore deve essere quotidiano, non si concretizza con una scatola di cioccolatini ed un mazzo di fiori ma si manifesta con piccoli gesti tutti i giorni; liti comprese perché le coppie perfette da libri rosa non esistono; ognuno di noi ha delle continue discussioni, più o meno gravi con il proprio partner ma è anche giusto che sia così perché comunque per quanto si possa andare d'accordo è sempre l'incontro - scontro tra due diversi soggetti, ognuno con la propria personalità.
Secondo me San Valentino è solo una scusa per festeggiare non il sentimento ma il romanticismo, quindi il poter fare tutti quei gesti romantici che di solito durante il resto dell'anno si trascurano, proprio per la quotidiniatà che spesso sottrae tempo ai dettagli... pertanto scrivere il mio nome ed il suo dentro un cuore e non sentirmi un' adolescente alla prima cotta; usare stampi e varie a tema solo per dire oggi è un giorno speciale, dedicato al romanticismo e non mi sento in imbarazzo se ho voglia di colorare la mia giornata di rosso e di spargere petali di rosa per tutta casa; etc.. ma soprattutto mi fermo il tempo necessario per farlo; non dico ho fretta o non è il caso.. perché tanto l'amore che provo lo vedi in milioni di altre piccole cose... mia opinione ovviamente; poi ognuno è libero di festeggiare e credere in quello che vuole e come vuole..!
Però se devo scegliere di credere nel giorno di San Valentino solo perché fa moda allora no, preferisco soprassedere ma se lo faccio perché  mi fa piacere che ci sia un giorno dell'anno in cui tutti si ricordano che il romanticismo non è una cosa di cui vergognarsi, allora sì in prima linea e ne sono contenta.
Scusatemi per la lungaggine... buondì.

lunedì 13 febbraio 2012

Piccolo ma... "cattivo"!!!


BOMBARDINO
(dosi valide per una persona)
Ingredienti:
2/3 di liquore all'uovo; 1/3 di brandy; caffè caldo (facoltativo) e panna montata q.b.
Preparazione:
Misurate la capienza del vostro bicchiere e poi fate le proporzioni, ad esempio se avete 60 ml in totale dovrete usare 40 ml di liquore all'uovo e 20 ml di brandy.
Preparate del caffè e montate un po' di panna, tenete tutto da parte.
Scaldate per qualche minuto i due liquori e versateli nel bicchiere.
Aggiungete uno spruzzo di caffè caldo e completate con panna montata.
Servite immediatamente.
Piccolo ma "cattivo" perché è tosto, fortemente alcolico. Non è il classico goccetto per scaldarsi ma, una vera e piccola magia corroborante concentrata in pochi centilitri di bontà.
Secondo la voce più accreditata fu inventato nel secolo scorso da un ex ufficiale degli alpini in una baita di Livigno; presto diffusosi in tutte le stazioni sciistiche dello Stivale; subendo tra l'altro varie modifiche come ad esempio l'aggiunta del caffè e la sostituzione del brandy con il whisky.
Sia la ricetta che le nozioni storiche sono prese dalla rivista S&P attualmente in edicola... e dato che molte città d'Italia, compresa la mia, sono sotto la neve; mi è sembrata una giusta occasione per provarlo.
Buona settimana si spera più calda ma senza fare hic :-)

venerdì 10 febbraio 2012

Alla mia... sorellina!!!


CASSATA AL FORNO
(dosi valide per 6/8 persone)
Ingredienti:
360 gr di farina "00"; 100 gr di zucchero semolato; 180 gr di burro; 4 tuorli; un pizzico di sale.
Farcia:
500 gr di ricotta di pecora; 250 gr di zucchero al velo; una bustina di vanillina; 50 gr di gocce di cioccolato; savoiardi q.b.
Decorazione:
200 ml di panna montata; pasta di zucchero bianca; colori alimentari rosa e blu; perline di zucchero; lucidante e zucchero al velo q.b.
Preparazione:
Far perdere il siero alla ricotta per un giorno. Passarla al setaccio; lavorarla con lo zucchero al velo e la vanillina, sino ad ottenere un composto liscio, ben amalgamato e senza grumi. Completare con le gocce di cioccolato e tenere da parte sino al momento dell'uso.
Preparare la frolla, lavorando velocemente l'impasto senza farlo scaldare troppo e farlo riposare in frigo, avvolto in pellicola trasparente per 1h.
Stendere parte della frolla con il mattarello e ricoprire lo stampo scelto, facendo aderire la pasta anche ai bordi.
Distribuire sul fondo della tortiera qualche savoiardo sbriciolato (servirà per assorbire l'eventuale umidità rimasta della ricotta) e poi travasare la crema, livellandola con il dorso di un cucchiaio.
Chiudere la torta con la restante frolla; bucherellare in più punti con i rebbi di una forchetta per far fuoriuscire il vapore e porre in forno già caldo a 170° per almeno 30 minuti.
Fate attenzione che deve cuocere bene anche sotto.
Sformare la cassata e spolverarla di zucchero al velo nella sua forma più classica oppure aggiungere facoltativamente anche uno spruzzo di cacao e cannella.
Cassata al forno, dolce tipico siciliano che si differenzia dall'originale più ricco e barocco per la sua semplicità... un guscio di pasta frolla ripieno di ricotta contro pan di Spagna; marzapane; frutta candita; glassa e ghirigori della stessa.
Non per sopperire a questa opulenza ma perché è stata la torta di compleanno di mia sorella, l'ho decorata con la pasta di zucchero.
L'ho prima ricoperta di panna montata, essendo frolla non mi sono azzardata ad usare la gelatina d'albicocche, avevo paura della sua friabilità e poi l'ho rivestita con la pdz colorata di rosa.
I ritagli di pasta con l'aggiunta di un po' di blu mi hanno dato quel delicato color glicine e con questo ho completato la torta.
La pdz va lavorata con lo zucchero al velo e poi va stesa in una sfoglia sottile ma non troppo o si rompe; si avvolge sul mattarello e si stende sopra la torta facendola aderire bene.
Con il gel lucidante ho attaccato i vari pezzi e poi lucidato il tutto.
Porre in frigo, ma riportarla a temperatura ambiente prima di gustarla in tutta la sua bontà.
La ricetta della cassata al forno mi è stata data dalla graziosissima Roberta de I pasticci di Roby che ringrazio anche a nome di mia sorella.. la destinataria della torta, perché a parte che è la sua torta preferita da sempre, ha molto apprezzato questa versione casalinga fatta da me.
Grazie mille Roberta... per tutto, sei stata gentilissima :-))
Un affettuoso buon fine settimana.
P.S. La fetta manca, ma c'erano altre persone e non mi sembrava il caso fare la foto.

lunedì 6 febbraio 2012

Tipico di... Carnevale!!!


FRITTINI ALL'ARANCIO
(dosi valide per 4/6 persone)
Ingredienti:
300 gr di farina "00"; 200 gr di zucchero semolato; 100 gr di burro; 1,5 dl di latte; un pizzico di sale; la scorza finemente grattugiata di 4 arance; olio di semi d'arachide e farina "00" q.b.
Preparazione:
Lavate le arance ed asciugatele per bene; grattugiatene finemente la scorza (solo la parte arancione) e mescolatela con lo zucchero; tenere da parte sino al momento dell'uso.
Riunite in una ciotola la farina insieme al burro ammorbidito e sfiocchettato; aggiungete il pizzico di sale e cominciate ad impastare. Mettete il latte  ed impastate il tutto per 3/4 minuti, sino ad ottenere una pasta soda ed omogenea che non si attacca alle mani.
Spolverate il piano di lavoro con un po' di farina e stendete la pasta con il mattarello in una sfoglia di circa 2 mm.
Ricavate delle strisce alte 10 cm e  copritele con il composto di zucchero e scorza d'arancia; lasciando tutto il perimetro libero. 
Arrotolate il più stretto che potete queste strisce di pasta, cercando di tenere la farcitura più interna possibile e poi con una rotella per pizza ricavate tanti cilindretti.
Continuate sino ad esaurimento degli ingredienti; gli sfridi di pasta possono essere riutilizzati, basterà compattarli un attimo e rispianarli con il mattarello.
Scaldate abbondante olio, senza farlo fumare  e friggete le rondelle di pasta un po' alla volta per circa 2/3 minuti, girandole spesso.
Fate assorbire l'unto in eccesso su carta cucina ed una volta tiepidi o freddi servite i vostri frittini; non serviteli immediatamente o rischiate un'ustione, perché
per quanto strette riusciate a chiudere le vostre strisce di pasta, parte del condimento andrà sempre e comunque nell'olio, creando in automatico una sorta di caramellatura che renderà ancora più sfiziosi questi deliziosi bocconcini.
Una ricetta che sembra lunga da fare; in realtà si fa prima a farla che a scriverla e si fa ancora più in fretta a mangiarli, sono uno tira l'altro.
Anni e anni fa li preparava mia cugina; poi lei e quindi io perdemmo di vista questa ricetta, sin quando un giorno non l'ho ritrovata su uno speciale di CM oro e da allora ogni carnevale cerco di rifarla; mi ricordano l'infanzia e per mio marito sono invece stati una piacevole scoperta.
P.S. La scorza d'arancia può essere sostituita da quella di limone, mentre tutto il resto rimane invariato ed anche in questa versione alternativa sono sempre buonissimi.
P.S.1 Vi ho riportato le dosi esatte della rivista ma per fare quelli che vedete in foto ho dimezzato tutte le quantità.
Ricomincio da qui, buondì.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...