giovedì 29 aprile 2010

Toh... sa anche essere magro!!!


LONZA AL PESTO DI SALVIA
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
12 fettine di lonza di maiale; 40 gr. di parmigiano reggiano grattugiato; 30 foglie di salvia; 20 gr. di mandorle pelate; 1 spicchio d'aglio; 1/2 bicchiere di vino bianco; 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva; sale e pepe q.b.
Preparazione:
Lavate la salvia, asciugatela per bene su carta cucina e tenetene da parte 6 foglie. Frullate le altre con 2 cucchiai d'olio; lo spicchio d'aglio; le mandorle; sale e pepe. Mescolate il composto ottenuto con il formaggio.
Eliminate l'eventuale grasso dalle fettine di carne e tagliuzzatele lungo i bordi al fine di evitare che si arriccino in cottura. Spalmate con il pesto una fettina da un lato, copritela con una seconda fettina di carne tipo sandwich e posizionate la foglia di allora al centro su una di essa. Scaldate il restante olio in una capace padella, ponete la carne dal lato della foglia di salvia, così si salda, fate rosolare per 2/3 minuti e poi giratela dall'altra parte; anche stavolta fate rosolare per altri 2/3 minuti.
Sfumate con il vino e lasciatelo evaporare, continuate la cottura della carne per 5/7 minuti, rigirandola un paio di volte da un lato all'altro.
Un vecchio numero di una rivista mi ha dato questo secondo, molto gustoso nonostante la sua leggerezza e cosa ancora più importante con la prova costume alle porte, poco calorico, il che ovviamente non guasta.
Contrariamente alle convinzioni di ciascuno di noi, la carne di maiale è una delle meno grasse presenti sul mercato, almeno alcune sue parti e quindi alcuni tagli.

Vino consigliato: TERRE DEI GRIFI "FONTANA CANDIDA"
Un Frascati doc che ripropone in chiave moderna tutta l'originaria ricchezza di profumo e di sapore dei vini prodotti sui colli capitolini, prodotto con uve: Trebbiano. Dal colore giallo oro lucido con tenue sfumature verdognole; profumo ampio; suadente, con distinte fragranze di fiori di campo e di frutta esotica.
Al palato risulta secco; pieno; morbido ma fresco, con gradevole retrogusto di pera matura e mandorla verde. Si abbina ottimamente ai primi della cucina romana; a pesce e carni bianche.

martedì 27 aprile 2010

Coccole... speciali!!!



(dosi per uno stampo da cm. 24x24)
Ingredienti:
100 gr. di mandorle pelate; 80 gr. di burro; 250 gr. di cioccolato fondente; 4 uova; 150 gr. di zucchero semolato; 1 bicchierino di rhum; 3 cucchiai di caffé in polvere (non solubile); zucchero al velo q.b.
Preparazione:
Separare i tuorli dagli albumi e montare quest'ultimi a neve fermissima, tenerli da parte. Fondere a bagnomaria il cioccolato con il burro e lasciarlo freddare.
Nel frattempo lavorare a crema i tuorli con lo zucchero. Aggiungere le mandorle finemente tritate; il composto cioccolato/burro; la polvere di caffé ed il rhum.
Amalgamare il tutto; unire la neve di albumi e con movimenti dall'alto verso il basso, al fine di non smontarla incorporarla al resto degli ingredienti. Travasare in uno stampo coperto da carta stagnola leggermente imburrata ed in forno già caldo a 180° per 30 minuti.
Lo stuzzicadenti deve uscire un po' umido ma pulito, senza cioccolato appiccicato attorno perché la particolarità di questa torta è appunto la sua bassezza e la sua morbidezza. Sformare e quando è fredda spolverarla di zucchero al velo; si sente fortemente l'odore del caffé che insieme al cioccolato fondente la rendono molto golosa, con piacevolissimo retrogusto amaro. L'ideale sarebbe servirla anzitutto con la carta stagnola usata per cucinarla, perché aiuta a mantenerla compatta ma anche accompagnata con della crema di mascarpone; ed allora sì che i sensi vanno in estasi; ma anche senza crema è una tentazione fortissima.
Porta il nome di un illustre personaggio di Vignola (MO) "Jacopo Barozzi" cui fu dedicata quando nacque da un noto pasticciere della zona. E' una torta prodotta solo artigianalmente e non in scala industriale per preservarne appunto la bontà e la genuinità senza l'uso di additivi e conservanti.
La storia è tratta da fonti in rete e ci tenevo a farvela conoscere, perché sono contenta di aver fatto questa torta; non solo perché è buona ma per la motivazione per cui l'ho fatta.
Per la ricetta ringrazio comunque golosanna del sito di cookaround che trovate QUI.
Coccole... per una persona speciale che pur per motivi non gravi si trova in un ambiente in cui non è mai piacevole stare; a meno che poi non si esca con tanto di fagottino fra le braccia; coccole e voglia di festeggiare che quello sterile ambiente si è lasciato; tutto passato; tutto dimenticato... ed allora facciamo leva sulle sue debolezze: caffé e cioccolato fondente in una torta che incarna perfettamente l'unione di questi due ingredienti in un connubio perfetto, per dirgli ti voglio bene in modo dolce.
La torta è nata esclusivamente per quella persona ma solo per continuare a "festeggiare" la uso per partecipare alla raccolta di Blog di cucina "Ricicliamo le uova di Pasqua" che trovate QUI ed alla raccolta di Kà de La torta pendente "L'altra farina".

lunedì 26 aprile 2010

Par condicio... stavolta Sicilia!!!


TIMBALLO SICILIANO
(dosi per 6/8 persone)
Ingredienti:
500 gr. di carne macinata (dialettalmente detta tritato); 500 gr. di piselli surgelati; 500/600 gr. di pasta anellini (formato tipico siciliano); 400 gr. di concentrato di pomodoro; 1 cucchiaio di cipolla; 1 foglia di alloro; 2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva; 150/200 gr. di prosciutto cotto a fette; 8 sottilette; 150/200 gr. di provola a fette; 100 gr. di mozzarella; una generosa macinata di noce moscata; pan grattato q.b.; qualche fiocchetto di burro; sale e pepe q.b.
Facoltativo aggiungere anche 3/4 uova sode; fette di melanzane fritte non quelle violacee e tonde (dette tunisine) tante quante ne occorrono per coprire tutta la superficie.
Preparazione:
Affettare sottilmente la cipolla e farla appassire nell'olio caldo; unire la carne macinata e farla rosolare; aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolando farlo sciogliere ed amalgamare. Coprire completamente con dell'acqua; unire i piselli; la foglia di alloro (da togliere a fine cottura) regolare di sale e pepe; aggiungere una generosa grattugiata di noce moscata e cominciare a mescolare. Mescolate spesso o si attacca e lasciate cuocere a fiamma moderata con coperchio per almeno 3 h. L'acqua deve restringersi completamente ed il ragù deve essere ben cotto.
Lessate in abbondante acqua salata gli anellini, scolateli molto al dente, dato che poi continueranno la cottura in forno ed amalgamate la pasta con 2/3 del ragù. Prendete una pirofila da forno preferibilmente rettangolare e spolverate il fondo di pan grattato; mettete un primo strato di pasta e cominciate con la farcitura, quindi... prosciutto; sottilette; provola; mozzarella tagliata a fette o a dadini e se volete anche le uova sode tagliate a rondelle e le melanzane fritte ma non unte; vanno eventualmente messe a sgocciolare su carta cucina; il ragù rimasto e poi un secondo strato di pasta pressando un po'.
Spolverate anche la superficie di pan grattato... tipo cacao sul tiramisù e poi qua e là mettete qualche fiocchetto di burro, così il pangrattato non si secca troppo e la pasta si mantiene morbida.. personalmente a me piace molto sentire il sapore del pan grattato abbrustolito.
In forno caldo a 190° per almeno 30 minuti; se vedete che la superficie scurisce troppo copritela con un foglio di carta d'alluminio; fatela freddare un po' e poi servite.
E' la tipica pasta da pranzo domenicale in famiglia; da gita fuori porta o da giornata al mare, perché più si fredda e più si compatta, quindi si taglia e si gusta meglio... se dovesse avanzarvi scaldatela e mangiatela pure tranquillamente il giorno dopo; come il minestrone o la pasta e fagioli, che riscaldati acquisiscono un sapore diverso, più buono, così è questo timballo di pasta.

Vino consigliato: SIRE NERO "RAPITALA'"
Un vino siciliano legato ad una leggenda: dal sole di Sicilia nacque un Re maestoso, che per distinguersi da suo padre indossò un mantello nero che ancora oggi si chiama Sire Nero.
Il colore è un rosso rubino con sfumature violacee; bouquet elegante con note fruttate di more e ribes, che si fondono perfettamente con i sentori tipici delle spezie peculiari del vitigno usato: Syrah.
Al palato risulta setoso; avvolgente; equilibrato; fresco e pulito. Ottimo con carni rosse; arrosti di carni bianche ma anche, con piatti etnici tipi cous-cous o ricette particolarmente speziate.

sabato 24 aprile 2010

Un omaggio... alla città dove vivo!!!


RISOTTO ALL'ACETO BALSAMICO
(dosi per 2 persone)
Ingredienti:
140 gr. di riso; 50 gr.di prosciutto crudo a dadini; 1/2 scalogno; 20 gr. di burro; 1/2 bicchiere di vino bianco; 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato; 3 cucchiai di aceto balsamico di Modena; 250 ml. di brodo di carne (se fatto con il dado insaporirlo con sale; peperoncino ed una foglia di alloro); sale e peperoncino macinato q.b.
Preparazione:
Rosolare il prosciutto sfruttando i suoi stessi grassi, quindi senza uso dell'olio o del burro, in una padella calda a fiamma vivace e tenetelo da parte. Prepare un'emulsione con l'aceto ed il parmigiano; fate il brodo ed amalagamate i due composti mescolando bene.
Affettate sottilmente lo scalogno e fatelo appassire con il burro; unite il riso e mescolando fatelo tostare; sfumate con il vino, abbassate la fiamma e coprite con il brodo (un mestolo alla volta se volete, cosa che io non faccio come ho già avuto modo di dire QUI e QUI). Mescolate spesso, sino al quasi totale completo assorbimento dei liquidi unite il prosciutto e fate amalgamare per 5 minuti circa. Cotto il riso ed asciugatosi tutto il brodo, spegnere la fiamma, coprire il tegame e lasciare riposare il risotto 5 minuti prima di servirlo. Questa operazione serve ad ottenere un riso cremoso al punto giusto senza la necessità di aggiungere panna; burro o formaggi.
Pur essendo a Modena da qualche anno, non mi era mai capitato prima di mangiarlo da nessuna parte però mi incuriosiva e volevo provarlo; non avendo nessuna ricetta cui appoggiarmi, ho improvvisato il tutto, con ottima soddisfazione di mio marito. Unico consiglio se vi và di provarlo; usate un buon aceto balsamico, non stravecchio ovviamente anche perché costa un bel po' ma nemmeno uno prettamente commerciale; un minimo di consistenza deve averlo anche se non deve essere una glassa.

Vino consigliato: SANGIOVESE -IL MASTINO- "ROCCHE MALATESTIANE"
E' un vino doc tipico romagnolo, la cui produzione è consentita solo nelle province di Bologna; Forlì; Ravenna e Rimini. Le uve Sangiovese appartengono ad uno dei vitigni italiani più famosi, dal nord al sud del nostro paese e, versatili da cui infatti, si ricavano altri vini rossi abbastanza rinomati che rientrano appieno nella categoria dei fermi.
Dal caratteristico colore rosso rubino con sfumature violacee, ha un profumo spiccatamente vinoso ma delicato allo stesso tempo che, ricorda l'odore della viola. Il sapore è secco; armonico, con retrogusto leggermente amarognolo. Ideale con primi piatti asciutti; risotti; bolliti e carne cotta ai ferri.

giovedì 22 aprile 2010

Dal fiume... al piatto!!!


SALMONE IN CROSTA
(dosi per 2/3 persone)
Ingredienti:
1 filetto di salmone da circa 600 gr.; 1 uovo; 50 gr. di mandorle a filetti; una busta di fiocchi di patate per puré; 1 cucchiaino di pepe bianco in grani; sale e pepe nero macinato q.b.
Preparazione:
Spellate il salmone, pulitelo sotto l'acqua corrente e poi tagliatelo in tranci in modo da ricavare 4/6 pezzi. Rompete l'uovo e battetelo con il sale ed il pepe nero. In un piatto mettete i fiocchi di patate; le mandorle ed i grani di pepe bianco un po' pestato ed amalgamate con le mani, in modo da distribuire al meglio gli ingredienti.
Passate ad uno ad uno i tranci di salmone prima nel battuto di uova e poi nella panatura; ripetete l'intera operazione per 2 volte; disponeteli in una teglia coperta da carta forno e cuocete in forno caldo a 190° per 20/25 minuti.
Tastate con una forchetta l'avvenuta cottura e servite magari con un'insalatina mista come ho fatto io.
Se volete potete anche friggere i vostri tranci di pesce, mettendo in una padella un filo d'olio d'oliva e prolungando la cottura sino a 30 minuti, girando dall'altra parte i tranci a metà cottura.

Vino consigliato: LAGREIN ROSE' "HOFSTATTER"
Un vino doc prodotto in Trentino Alto Adige tipicamente altoatesino; dal colore rubino chiaro.
Ha un bouquet fresco e fruttato, con note aromatiche di ciliegia ed una fragranza di mandorle appena accennata. Al gusto risulta molto pulito; fresco; armonico con una lieve punta di acidità che lo rende piacevolmente bevibile.
Va servito fresco e può essere definito un vino a tutto pasto; ottimo infatti come aperitivo ben si sposa con primi piatti; secondi e formaggi.

mercoledì 21 aprile 2010

Emilia Romagna e Liguria... si incontrano!!!


(dosi valide per 6 piadine)
Ingredienti:
6 piadine ai semi di finocchio; 100 gr. di pomodorini ciliegia; 100 gr. di tacchino a fette; 100 gr. di provola a fette; 150 gr. di pesto al basilico; sale e pepe q.b.
Preparazione:
Lavare e tagliare a spicchietti i pomodorini ed amalgamarli con il pesto; regolare di sale e pepe, tenere da parte.
Far scaldare a fiamma bassa una padella atta a contenere la piadina, mettere questa a cuocere prima da un lato e poi dall'altro. Tirarla fuori e metterla su un piatto, farla freddare un attimo altrimenti ci si scottano le dita.
Mettere una fetta di tacchino o più a seconda la grandezza della vostra piadina (la mia era piccolina) sino a coprire uno dei due lati ; una o più fette di provola; 1 o 2 cucchiai di pomodorini al pesto.
Arrotolare su se stessa la piadina e poi farla scaldare sulla padella calda da ambo i lati per 3 minuti circa. Affettare e servire.
Piatto unico o all'occorrenza antipasto o fingerfood; unica avvertenza se serve per un buffet cercare di tenerla in caldo; fredda non è proprio il massimo del gusto.
Le piadine ai semi di finocchio sono state una scoperta, ne hanno regalato un po' a mio marito mentre questo condimento da quando l'ho improvvisato circa un anno fa, è diventato il mio preferito perché lo trovo molto gustoso; profumato e più leggero (non inteso come calorie ma come digeribilità) dei classici ripieni.
Vino consigliato: LAMBRUSCO VILLA CIALDINI "CHIARLI"
E' un vino doc di produzione emiliana ottenuto da una singola vigna della tenuta Generale Cialdini situata nella zona precollinare di Castelvetro (MO), considerata la più vocata per la coltivazione dell'antico vitigno Grasparossa.
Dal colore rosso rubino intenso con orli violacei; spuma vivace ed evanescente; ha un odore spiccatamente vinoso ma particolarmente aromatico, profuma infatti di more e lampone. Dal sapore secco; asciutto; morbido; dolce ed armonico, si abbina perfettamente con i piatti tipici della regione tipo tortellini; zampone; etc.; perché grazie alla sua acidità attenua la sapidità di composizioni particolarmente grasse.

martedì 20 aprile 2010

Tricolore... infilzato!!!



FANTASIA DI FRUTTA
(dosi valide per 6 persone)
Ingredienti:
18 fragole possibilmente delle stesse dimensioni; 4 kiwi; 6 fettine di ananas fresco o sciroppato; 1 cucchiaio di Maraschino; zucchero al velo q.b.
Preparazione:
Pulire ed affettare i kiwi, sgocciolare l'ananas se usate quello sciroppato o semplicemente mondatelo ed affettatelo, dividere ogni fetta a metà e poi di nuovo a metà; pulire le fragole ma lasciarle intere con tanto di picciolo.
In ogni spiedo cominciare ad introdurre una fragola; due mezze fettine di ananas e due fettine di kiwi; proseguire sino ad esaurimento degli ingredienti.
Spennellare con il liquore o semplicissimo succo di limone e/o di arancia se ci sono bimbi e mettere in frigo sino al momento di servire. Teneteli in un piatto fondo durante il soggiorno in frigo ed ogni tanto girateli o irrorateli con il liquido che si forma nel piatto. Poco prima di portarli in tavola, spolverarli con zucchero al velo.
Voglia di colore; di allegria e questi spedini di frutta semplicissimi ma carini, me ne danno tanta.. spero anche a voi.
La frutta è forse davvero il mio alimento preferito e trovare dei modi simpatici di presentarla, mi diverte.
Non appena il caldo comincia a farsi sentire, il tormentone più usato dai media; dai medici; etc... è: mangiare tanta frutta e verdura; evitare i cibi calorici e grassi; bere tanta acqua... quindi quale ricetta migliore per partecipare alla pagina di agosto del calendario di "Ammodomio"??!! Anche se non fosse la frase che più si ascolta, adoro veramente la frutta come ho già detto su, quindi per me è veramente il piatto ideale da consumare magari in spiaggia... allora sì che potrei pensare di essere in un sogno; non svegliatemi please :-)

domenica 18 aprile 2010

E' tutta... tua!!!


(dosi valide per una tortiera da 20/22 cm. di diametro)
Ingredienti:
2 uova; 250 gr. di farina "00; 1 bustina di lievito vanigliato; 125 ml. di succo di frutta (io albicocca); 170 gr. di zucchero semolato; 1 pizzico di sale; 1 cucchiaio d'olio di semi; la scorza grattugiata di un limone.
Glassa:
120 gr. di ribes; 100 gr. di zucchero al velo; 1 cucchiaio di Kirsch; 2 rametti di ribes.
Preparazione:
Pulire e sgranare il ribes; frullarlo con il cucchiaio di liquore e poi filtrarlo attraverso un colino per eliminare tutti i semini. Incorpore il succo ottenuto con lo zucchero al velo, un po' alla volta sino ad ottenere una glassa densa ma non soda; tenere da parte.
Fare un composto spumoso con le uova che ricordo devono sempre essere a temperatura ambiente; con il sale, la scorza di limone e lo zucchero; unire un po' alla volta la farina e solo quando questa è perfettamente inglobata, continuare a mettere gli altri ingrendienti, quindi l'olio; il succo di frutta e per ultimo il lievito, ricordandosi di far amalgare prima un ingrediente e poi aggiungere man mano gli altri.
In forno già caldo a 180° per 35/40 minuti (prova stuzzicadenti sempre valida).
Sformare la torta quando è fredda, glassarla e servirla.
Si può usare anche come torta da farcire, ad esempio la calza della befana che vedete nello slide in alto usa come base questa torta al succo di frutta (bagna con Bayles classico; farcia di panna e nutella e copertura in mmf); così come la testa di Babbo Natale usa la stessa base (semplicemente lucidata con gelatina di albicocche e poi decorata con glassa all'acqua colorata); si può servire solo spolverata di zucchero al velo o farcire con della marmellata ma anche così da sola è gustosissima; molto profumata grazie alla scorza del limone e al succo di frutta che sprigiona tutto il suo odore e sapore.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Stefania, del blog Buoni e Veloci "Dolci senza latte" che trovate QUI ma per una piccola giocosa promessa fatta a Marta, una carissima ragazza che mi legge spesso, la dedico a lei; ecco perché il titolo.
Cara MattaMarta, non sarà slurposa come la Bavarese al cioccolato ma anche questa ha superato diverse prove di gusto; il Babbo Natale e la calza della befana erano stati dei regali.

sabato 17 aprile 2010

Solo un'idea di ... presentazione!!!


FIORE DI FRUTTA
(dosi variabili)
Ingredienti:
Ananas sciroppato; fragole; panna montata; liquore al cioccolato.
Preparazione:
Sgocciolare l'ananas e disporlo su un piatto dandogli la forma di un fiore; lavare ed affettare alcune fragole, le restanti tagliarle a tocchetti.
Disporre le fettine di fragole sull'ananas, fare dei ciuffetti di panna sopra queste ed al centro del fiore, unire i tocchetti di fragole e poi bagnare con il liquore al cioccolato.
In frigo sino al momento di servire.
Non vuole ovviamente essere una ricetta ma solo un'idea di presentazione della frutta, tutto qui.

giovedì 15 aprile 2010

Sentimento... cangiante!!!


(dosi valide per una tortiera da 22 cm. di diametro)
Ingredienti:
30 gr. di farina "00"; 30 gr. di zucchero semolato; 30 gr. di burro fuso; 30 gr. di albume; 10 gr. di cacao amaro.
Pasta biscotto:
115 gr. di zucchero semolato; 115 gr. di farina "00"; 3 uova; 0,5 dl. di liquore a piacere (ho usato Grand Marnier); 2 pacchi e 1/2 di pavesini; zucchero al velo q.b.
Bavarese:
400 ml. di panna fresca; 150 gr. di cioccolato fondente; 100 gr. di latte; 50 gr. di zucchero semolato; 3 tuorli; 12 gr. di gelatina in fogli; 1 cucchiaio di liquore a piacere (anche stavolta ho usato Grand Marnier); cannella in polvere q.b.
Chantilly al cacao:
200 ml. di panna fresca; 20 gr. di zucchero al velo; 20 gr. di cacao amaro.
Decorazione:
200 gr. di cioccolato al latte; 100/150 ml. di panna fresca; 7 fragole
Preparazione:
Pennellate leggermente d'acqua la leccarda, copritela con un foglio di carta forno. Quest'operazione vi eviterà di dover imburrare la teglia ed il foglio aderisce comunque. Amalgamate gli ingredienti per il decoro della pasta, quindi l'albume; la farina; il burro; lo zucchero ed il cacao. Spalmate l'impasto sulla carta forno, striatelo con l'apposita spatola dentellata e ponete in frezeer ad indurire.
Preparate la pasta biscotto, montate quindi in spuma le uova e lo zucchero, unite ed amalgamate la farina e stendete l'impasto ottenuto sul decoro ormai indurito. Ponete in forno già caldo a 180° per 10 minuti.
Capovolgete la pasta su carta forno spolverata di zucchero al velo e tagliatela in strisce alte quanto lo stampo. Mettete un centro torta di carta sotto il cerchio di uno stampo a cerniera e foderate il perimetro dell'anello con le strisce di pasta con i decori verso l'esterno. Coprite il fondo con i ritagli di pasta biscotto e profumate con il liquore (ho preso un pennello ed ho spruzzato più che pennellato) sia i bordi che il fondo.
Montate la panna a neve fermissima e tenetela da parte. Preparate la bavarese, fondendo a bagnomaria il cioccolato fondente con il latte, i tuorli, lo zucchero, il cucchiaio di Grand Marnier e la cannella. Unite la colla di pesce ammollata in acqua fredda e ben strizzata; fate freddare a temperatura ambiente ed infine incoporate la panna.
Versate la bavarese nel vostro stampo, livellatela e ponete sopra i pavesini con il lato piatto verso il basso, ricoprendo tutta la superficie. Preparate la chantilly montando la panna con lo zucchero al velo ed il cacao e con una spatola ponetela sopra lo strato di pavesini, senza farla fuoriuscire dal bordo torta.
Ponete in frigo per almeno 5h (personalmente l'ho lasciata in frigo un giorno intero).
Disegnate su carta forno un cerchio di 20 cm. di diametro e poi ricavate su questo 6 triangoli. Fondete a bagnomaria il cioccolato al latte, se avete tempo fate un temperaggio canonico (fusione del cioccolato a bagnomaria sino a raggiungere una temperatura compresa tra i 40° ed i 50°, togliere la bastardella dal bagnomaria, versare 2/3 del cioccolato su un piano di marmo o su un piatto purché freddo e spatolarlo finché non diventerà compatto e raggiungerà una temperatura di 27° - 25° se usate cioccolato bianco - rimettete il cioccolato nella bastardella e questa a sua volta sulla casseruola posta a bagnomaria, riportatelo alla temperatura di 32° ed il vostro cioccolato è pronto) oppure se andate un po' di fretta potete anche optare per un temperaggio veloce la cui spiegazione trovate QUI.
Con il cioccolato fuso ricreate i triangoli e poi poneteli in frigo a solidificare. Montate la panna rimasta, fate dei ciuffi sulla chantilly e decorate con i decori in cioccolato e le fragole divise a metà, che avrete ovviamente prima lavato ed asciugato con carta cucina.
Sentimento... perché questa torta l'ho preparata per il compleanno della mia mamma che di solito vive a Palermo e quindi posso farle solo gli auguri per telefono, mentre stavolta avendola qui è stato bellissimo riuscire a sorprenderla ed i suoi complimenti mi hanno inorgoglita non poco; sentimento perché con questa torta ho l'occasione di partecipare al contest di Al Cibo Commestibile di Genny e quindi all'iniziativa benefica cui è legato che trovate nel dettaglio QUI ... cangiante perché ovviamente la ricetta è tratta da una rivista specifica sui dolci al cioccolato con qualche mia rivisitazione ad esempio l'aggiunta dello strato di pavesini e l'uso anche di una parte di chantilly; rettifiche rese necessarie perché nonostante abbia seguito alla lettere le dosi, le istruzioni e le misure dello stampo... la bavarese non bastava per fare due strati ed il mio strato di pavesini doveva essere fatto con i ritagli della pasta che sinceramente non sono rimasti.
Nonostante questo è venuta veramente una bontà, ecco perché la uso per partecipare alla torta della bontà.
Per i passaggi più critici mi avrebbe fatto piacere fare le foto, ma il tempo a volte è davvero tiranno, specie quando si accumulano le cose da fare e quindi spero siano sufficienti le parole con le quali ho cercato di spiegarli.
Partecipo anche alla mini raccolta indetta da Il ricettario di Valentina "Voglio una torta gelato" ed al contest de La casetta di cioccolato "Torta di compleanno".

martedì 13 aprile 2010

La seconda passione... stagionale!!!


PENNE CON CREMA DI ASPARAGI
(dosi per 4 persone)
Ingredienti:
300 gr. di penne rigate; 350 gr. di asparagi; 100 gr. di ricotta; 4 cucchiai di latte; 1/2 scalogno; 1 mazzetto di basilico fresco; 20 gr. di burro; una generosa macinata di pepe verde; parmigiano o grana facoltativo; sale q.b.
Preparazione:
Lavate gli asparagi, togliete la parte finale perché più dura, tagliate le punte ed affettate i gambi.
Sbucciate ed affettate lo scalogno sottilmente; lavate e sfogliate il basilico, asciugandolo su carta cucina e tagliuzzarlo finemente. In un largo tegame scaldate il burro con lo scalogno, non appena questo sarà appassito unire gli asparagi e farli rosolare un po' a fiamma vivace; regolate di sale, unite il pepe e mescolate. Coprite con acqua calda e fate cuocere a fiamma moderata sin quando le verdure saranno cotte ed il liquido quasi completamente assorbito.
Nel frattempo lavorate la ricotta con il latte, aggiungete un altro po' di pepe verde ed il basilico ed amalgamate bene il tutto, sino ad ottenere una crema liscia. Unite la crema di ricotta e basilico agli asparagi e mescolate, lasciando cuocere il tutto per circa 5/7 minuti.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e versatela nel tegame con gli asparagi e la crema di ricotta, accendete il fuoco al minimo e mescolate bene. Spolverate di formaggio se volete e servite.
Gli asparagi li adoro quasi quanto le fragole e quindi credo che loro diverranno il tormentone verde.. :-)

Con questa ricetta partecipo a "Verde sopraffino per San Patrick" de La cuochina sopraffina.
Vino consigliato: ROSATELLO "RUFFINO"
E' uno dei vini rosati più noti prodotti in Toscana, che sino al decennio scorso apparteneva all'Italia bene. Oggi è tornato sulle nostre tavole con un'immagine giovane ed accattivante.
Dal classico colore rosa, al naso ha un approccio fresco ed intenso, con forte sentore di piccoli frutti rossi e pesca; mentre al palato si avvertono note speziate e risulta fresco e fragrante.
Incredibilmente versatile, ottimo come aperitivo, per accompagnare finger food, si abbina ottimamente anche a pizza; grigliate all'aperto; primi piatti a base di verdure e piatti freddi; ed infine viene anche usato per ottenere eleganti e dissetanti cocktail.

lunedì 12 aprile 2010

Un accostamento.. nuovo!!!


INVOLTINI DI TACCHINO ALL'ACCIUGA
(dosi per 3/4 persone)
Ingredienti:
600 gr. di tacchino; 30 gr. di filetti d'acciuga sott'olio; 50 gr. di parmigiano reggiano a scaglie; 100 gr. di spinaci surgelati; 1/2 bicchiere di vino bianco; un rametto di rosmarino; 1 spicchio d'aglio; 1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva; sale e pepe q.b.
Preparazione:
Lessate gli spinaci in acqua calda salata con lo spicchio d'aglio che eleminerete a fine cottura; strizzateli e fateli scolare per bene.
Disponete le fette di carne tra due fogli di carta forno e battete con il pestacarne in modo da assottigliarle ed allargarle un po'. Eliminate il foglio superiore.
Se è larga dividete a metà la vostra fettina nel senso della lunghezza.
Distribuite sulla carne i filetti d'acciuga spezzettati; il parmigiano e gli spinaci. Arrotolate le fettine e mettetele negli appositi spiedi di legno. Coprite con un filo d'olio ed il vino; regolate di sale e pepe; insaporite con il rosmarino ed in forno caldo a 190° per circa 45/50 minuti; fate la prova con una forchetta per verificare l'esatta cottura.
Un secondo gustoso e non molto calorico anche perché gli involtini anziché farli fritti e poi sfumarli con il vino ho preferito farli al forno; un accostamento che non avevo mai provato acciughe con pollo o tacchino che sia e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Beh sperando che possa essere anche di vostro gradimento, vi auguro buona giornata.

Vino Consigliato: PINOT GRIGIO "ANSELMI"
Vino bianco doc prodotto in Friuli Venezia Giulia dal colore giallo paglierino, tendente al giallo ramato.
Il suo bouquet è caraterizzato da un aroma fruttato; fresco; giovane ed intenso. Il sapore è vellutato; secco; armonico e morbido.
Ottimo come aperativo; ideale a tavola con insalate di mare e primi piatti a base di pesce o crostacei. Perfetto con le carni bianche ed in questo caso enfatizza perfettamente la sapidità del ripieno di acciughe.

domenica 11 aprile 2010

Si è capito... mi piacciono!!!



FRAGOLE VARIEGATE
(dosi per 4 persone)
Ingredienti:
250 gr. di fragole; 75 gr. di zucchero al velo; 200 ml. di panna fresca; 200 gr. di philadelphia allo yoghurt; 1 cucchiaio di succo di limone.
Preparazione:
Lavare le fragole con il picciolo, eliminarlo e tagliare le fragole a dadini tranne un paio che vi serviranno per la decorazione finale. Frullatene 150 gr. con il succo di limone e 25 gr. di zucchero al velo, tenete da parte le altre.
Lavorate la phildelphia a crema con lo zucchero al velo rimasto, finché i due ingredienti non siano perfettamente amalgamati. Montate densamente la panna con le fruste elettriche ed incorporatela con delicatezza alla crema precedentemente ottenuta.
Componete il vostro bicchierino o coppetta, strato di crema; succo; fragole; ripetete almeno due volte. Terminate con la crema, bagnate con il succo ed unite una fragola o mezza per decorare. Ponete in frigo sino al momento della consumazione. Spolverate con zucchero al velo e servite.
La ricetta originale, tratta dalla rivista "Sale & Pepe" non prevede l'uso del succo di limone che ho aggiunto io per rendere più fluido il frullato di fragole ed anche più gustoso, secondo me, ed inoltre non usa la philadelphia allo yoghurt bensì 250 gr. di crescenza.
A voi la scelta sul come preparare questa piccola sfizioseria e con l'occasione, buona domenica.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta "La frutta nel tuo piatto" di Rossairlandese del blog La farina tra le mani che trovate QUI.

venerdì 9 aprile 2010

Un attualissimo... ripescaggio!!!



SEMIFREDDO ALLE FRAGOLE
(dosi valide per 8/10 persone)
Ingredienti:
3 uova; 100 gr. di zucchero semolato; 100 gr. di farina "00"; 25 gr. di fecola di patate.
Mousse:
300 gr. di fragole; 250 gr. di zucchero semolato; 2 albumi; 500 ml. di panna fresca; 2 cucchiai d'acqua.
Salsa:
300 gr. di fragole; 1/2 vasetto di gelatina di albicocche.
Preparazione:
Preparate il pan di Spagna, fatelo freddare e ricavate un disco di 2 cm. di spessore, largo quanto il cerchio della tortiera (24/26 cm. di diametro).
Lavate le fragole, sgocciolatele e tenetene da parte 9 che taglierete a metà.
Mettete in una casseruolina 150 gr. di zucchero con i 2 cucchiai di acqua e fatelo cuocere fino a raggiungere la temperatura di 116° (piccola bolla). Ripulite il pan di Spagna dalla crosticina e mettetelo sul fondo del cerchio. Tagliate le 9 fragole a metà e mettetele in piedi lungo il cerchio con la parte piatta verso il cerchio stesso (questo passaggio se volete evitatelo, perché con il congelamento necessario, le fragole poi diventano dure ed immangiabili). Mettete le fragole rimaste con 100 gr. di zucchero in un'altra casseruola, portate a bollore e fatele cuocere per 3 minuti. Frullate le fragole e dividete il composto a metà.
Nel frattempo montate a neve fermissima gli albumi, incorporate lo zucchero cotto fatto scendere a filo (classico procedimento della meringa italiana o processo di pastorizzazione) e continuate a montare sin quando lo zucchero non si sarà freddato. Unite alla meringa la metà della purea di fragole, mescolando con la frusta a mano dal basso verso l'alto, mai movimenti rotari.
Montate la panna e sempre delicatamente, incorporatela alla crema di fragole e meringa e tenetene da parte 3 cucchiai per la decorazione finale.
Traferite il composto ottenuto nel cerchio sopra il disco di pan di Spagna, pareggiate la superficie e ponete in freezer per 3/5 h.
Mettete la gelatina di albicocche e l'altra metà di purea di fragole in una casseruola, fata sciogliere mescolando per qualche minuto. Versate la salsa di fragole freddata a temperatura ambiente, sul semifreddo e distribuitela con il dorso di un cucchiaio. Togliete il cerchio delicatamente per non sciupare la composizione. Con la panna che avevate precedentemente messo da parte e con una tasca da pasticciere decorate il dolce con piccoli ciuffi.
Ripescaggio perché questa torta l'ho fatta un anno fa circa; attualissimo perché le fragole sono il frutto di stagione; mi spiace non potervi farvi vedere l'interno cremoso e golosissimo ma manca la foto. Vi ho riportato la ricetta esattamente come l'ho eseguita appunto tempo fa, ma se dovessi rifarla (il se è vincolato alla seria intenzione di mettersi a dieta, non certo alla bontà del dolce) non metterei le fragole attorno al disco di pan di Spagna perché come detto prima diventano immangiabili. Sotto la fragola c'è della roccia di zucchero che trovate QUI in uno dei suoi usi decorativi. Au revoir. Con questa ricetta partecipo al concorso"Un'estate da fragola" di dolcitorte.it ma anche a "La raccolta delle fragole" de La cucina di Irina.

giovedì 8 aprile 2010

Eliche... nel mediterraneo!!!


FUSILLI ALLE OLIVE
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
140 gr. di fusilli; 2 cucchiai di olive verdi; 1 cucchiaio di olive nere; 2 filetti di acciughe sott'olio; 1/2 cucchiaio di capperi sotto sale; 1 spicchio d'aglio intero; 1/2 bicchiere di vino bianco; 150 gr. di pomodori pelati; 1 pizzico di peperoncino in polvere; 1 cucchiaio di olio di semi; sale e prezzemelo q.b.
Preparazione:
Mettere a bagno in acqua tiepida i capperi per un paio d'ore, poi lavarli sotto l'acqua corrente e tagliuzzarli grossolanamente. Denocciolare le olive, entrambe le tipologie e tagliate in pezzi piccoli anche queste. Sminuzzate i filetti di acciughe; tritate il prezzemolo e tenete tutto da parte.
In una padella mettete a scaldare l'olio con l'aglio che poi toglierete a fine cottura; unite le olive, le acciughe ed i capperi e fate rosolare un po'. Sfumate con il vino bianco; abbassate la fiamma ed unite i pelati tagliati a dadini o tocchetti, regolate di sale e peperoncino e lasciate cuocere, sin quando il sughetto non si è ben ristretto.
Nel frattempo in abbondante acqua salata, lessate la pasta, scolatela al dente e versatela nella padella del condimento; accendete il fuoco al minimo e mescolate al fine di far amalgamare bene tutti gli ingredienti. Spolverate di prezzemolo tritato e servite.
Le olive nere mi piacciono veramente poco poco, quasi per nulla ecco perchè ho preferito mettere più olive verdi, ma se volete voi potete fare al contrario o pari dosi; anche questo un piatto semplice e veloce ma gustoso, spero vi piaccia; ciaooo.

Vino consigliato: VERDUZZO "MASCHIO"
Un bianco doc frizzante veneto, la cui produzione è consentita solo nelle province di Treviso e Venezia, o più comunemente nota come zona del Piave. Il suo caratteristico colore è giallo dorato con sfumature tendenti al verdognolo.
All'olfatto presenta sentori di miele e fiori di acacia, enfatizzati dal raffinato perlage; mentre al gusto risulta essere secco e delicato, con piacevole retrogusto fruttato.

mercoledì 7 aprile 2010

Un bicchiere di... dolcezza!!!



ROCCIA DI ZUCCHERO
(dosi variabili)

Ingredienti:
750 gr. di zucchero semolato; 1,5 dl. di acqua; 1/2 albume; 100 gr. di zucchero al velo.
Preparazione:
Preparate in una ciotolina una glassa reale, amalgamando il 1/2 albume con lo zucchero al velo e tenete da parte.
Rivestite una capiente ciotola di carta d'alluminio, facendola un po' uscire dai bordi.
In una casseruolina mettete l'acqua con lo zucchero semolato e fate cuocere sino a raggiungere la temperatura di 130° (serve il termometro ma in mancanza di questo, basta versare un po' di zucchero in acqua fredda e tirandolo tra le dita si deve tendere come un elastico; la gradazione compresa fra i 130/140° è detta piccolo cassé ed è la temperatura ottimale per caramellare choux e fare caramelle). Togliete dal fuoco ed aggiungete un cucchiano di glassa reale. Mescolate velocemente e vedrete che lo zucchero comincerà a gonfiarsi così tanto che sembrerà voglia strasbordare dalla casseruolina.
Versate immediatamente la spuma di zucchero nella ciotola foderata di carta d'alluminio e per reazione caldo / freddo lieviterà.
Dopo la lievitazione lo zucchero si siederà lentamente. Lasciatelo raffreddare e solidificare, toglietelo dalla ciotola, eliminate la carta e spezzettatelo per creare i vostri decori. Potete conservare lo zucchero a lungo purchè protetto dall'umidità ed in un ambiente asciutto e secco.
Il mio è stato preparato l'anno scorso ed ancora si mantiene bene; i pezzi più grandi li ho già usati e mi sono rimasti solo quelli più piccolini. Ha una consistenza più tenace della meringa, quindi può essere usato per decorare macedonie; coppe di gelato; torte e dolci in generale. Il libro da cui ho tratto la ricetta non dice se con i coloranti alimentari si può colorare ma credo che si possa fare e quindi magari ottenere del carbon di zucchero; anzi se c'è qualcuno che ha già provato a farlo, può dirmi se appunto può essere colorato?! Grazie mille.
P.S. L'ho scritto nei commenti ma forse faccio meglio a scriverlo qui.. roccia di zucchero e carbon zucchero sono la stessa cosa e sì, si può colorare con i coloranti liquidi da mettere nella casseruola dove si prepara lo sciroppo. Carbone dolce e colorato... fa pensare alla befana, quindi " Cometa pasticciona " speciale Natale e questa ricetta va direttamente a loro Mara di "Pan di panna" ed Alberto "La cucina di Albertone" .
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