giovedì 23 dicembre 2010

Adesso sì... che è Natale!!!


ALBERELLI CON PANNA AL TORRONE(dosi valide per una persona)
Ingredienti:
150 gr. di cioccolato fondente; 100 ml. di panna vegetale già zuccherata; 30 gr. di torrone tritato finemente; un cucchiaio di liquore al caffé; 2 stelline di panettone; decori di caramello; monpariglia color oro q.b.
Preparazione:
Tritare il più finemente possibile, senza però ridurlo in polvere, del torrone bianco classico ed unirlo alla panna semi montata; aggiungere anche il liquore al caffé e finire di montare. Tenere in frigo sino al momento dell'uso.
Fondere a bagnomaria il cioccolato e poi con questo rivestire uno stampino di forma preferibilmente natalizia, facendo più strati (2/3) mettere in frigo a solidificare.
Con il cioccolato rimasto glassare le stelline di panettone.
Munitevi di sac à poche con beccuccio a stella largo e riempite lo stampino di cioccolato ottenuto; con la farcia restante fate dei ciuffetti sul piatto, dove andranno posizionate le stelle di panettone.
Fate sgocciolare un po' di cioccolato sul dolce finito; spolverate con del torrone sbriciolato e servite.
Molto spesso alcuni vostri giochi (contest; raccolte; etc.) mi mettono in difficoltà per vari motivi, come ad esempio questo di Ornella "Natale e dintorni... dolcezze da tutto il mondo" ovvero dolci tipici; tradizionali; regionali magari, fatti per Natale... Sembrerà strano ma non ho un dolce tipico; di famiglia; tradizionale; etc... perché le nonne non ho avuto modo di conoscerle, mia mamma bravissima ma non ha mai fatto un dolce in vita sua; ma anche le mie zie.. le mie cugine.. zero assoluto; tanti dolci ma tipici di Natale, niente... Da mia suocera avrei avuto tanto da imparare ma viviamo lontane!
E quindi ecco la difficoltà; è ovvio che la partecipazione a questi giochi non è obbligatoria ma mi spiaceva... possibile che io siciliana (che di dolci ne abbiamo per tutte le occasioni anche poco felici come avete visto tempo fà) non riesco a trovare un solo dolce che è nostra abitudine mangiare in questi giorni di festa?
Ma che sbadata sono... ovvio che c'è un dolce che non è mai mancato a casa mia... cioccolatini vari e torrone... ogni anno; ogni volta al ritorno dalla messa o dalle grandi giocate a carte con il parentado; a qualsiasi ora del giorno o della notte con la mia famiglia ci siamo sempre messi lì a terra, vicino l'albero per scartare i regali ma soprattutto per ingozzarci di torrone e cioccolato.
Da qui l'idea di farne un dolce unico stavolta.. cara Ornella so che non è niente di speciale o veramente tipico ma se chiudi un occhio e l'accetti, partecipo volentieri :-)
Indovinate chi l'ha mangiato?!
Carissimi ragazzi, con questa ricetta che è l'ultima dell'anno vi saluto, auguro a tutti un sereno Natale ed uno scoppiettante 2011!!!
Debora

mercoledì 22 dicembre 2010

Altro componente... swap!!!


CIOCCOLATINI AI CANDITI
(dosi valide per circa 30 pz.)
Ingredienti:
100 gr. di ciliegie candite; 100 gr. di uvetta sultanina; 3 cucchiai di Kirsh; 50 gr. di mandorle in polvere; 100 gr. di cioccolato da copertura fondente; 20 gr.di burro; zucchero al velo q.b.
Preparazione:
Tritatate grossolanamente l'uvetta e le ciliegie, bagnatele con il liquore e fatele riposare 2/3 ore. Unite alle mandorle ridotte in farina e mescolate.
Spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria insieme al burro; aggiungetelo alla frutta e farina, amalgamate e trasferite il composto in frigo finché sarà leggermente consolidato.
Dopodiché con le mani formate delle palline dalle dimensioni di una noce; ricopritele con zucchero al velo.
Disponete i cioccolatini dentro i pirottini e teneteli in frigo sino al momento di regalarli, il che significa che possono essere preparati anche 4/5 giorni prima.
Li ho fatti diverse volte e quando so che l'uvetta non piace, non la metto ed aumento un po' la quantità delle ciliegie candite.
Non ho molto da dire in merito a questa ricetta quindi vi dico solo che è datata dicembre 1984 (data impressa sulla rivista).
Ultimo componente del mio pacco swap, ho finito di presentare i dolcetti preparati da me; Mr. Algida è anch'esso presente all'appello quindi posso solo dire grazie alle iniziatrici delle iniziative ed alle mie compagne d'abbinamento :-)
Buondì a tutti.

lunedì 20 dicembre 2010

Vi presento... Mr. Algida!!!


SNOW MAN
Occorrente:
Un sotto torta dorato; un gancetto adesivo; carta camosciata bianca e nera; carta gommata arancione; nastrino rosso a scacchi; una coccarda; pennarello nero; colla vinilica q.b.
Realizzazione:
Con un piattino di plastica sagomare il viso sulla carta camosciata bianca ed incollarlo. Con la carta camoscina nera fare il cappello; gli occhi (usando un centesimo) e la bocca usando la foratrice ed incollare. Con la carta gommata arancione fare il naso. Infine con il nastrino rosso a scacchi fare il papillon ed il bordo del cappello. Con il pennarello nero disegnare le sopracciglia; con la coccarda abbellire il cappello.
Mettere il gancetto adesivo ed ecco pronta la vostra decorazione.
Adoro i pupazzi di neve da sempre, non so se si era capito... ma ancora di più da quando uno snow man di pelouche è diventato il simbolo della storia con mio marito, che per un motivo tutto nostro è stato appunto chiamato Mr. Algida.
Visto che i miei pacchi sono arrivati tutti e tre, benché ne abbia ricevuto solo due..va beh pazienza; ora posso piano piano svelarvene il contenuto... questa decorazione ne faceva appunto parte... perché nonostante la sua semplicità è un simbolo che mi piace tantissimo; è qualcosa che sento mia, che mi appartiene...!
Partecipo alla raccolta "Nata l'idea" di Un amore di cuoco.

venerdì 17 dicembre 2010

Uno dei miei... preferiti!!!


GELEE' AL CAFFE'
(dosi valide per circa 35 pz.)
Ingredienti:
200 gr.di zucchero semolato; 12 gr.di gelatina (6 fogli); 100 ml.di liquore al caffé; 2 cucchiai di succo di limone; acqua e zucchero semolato q.b.
Preparazione:
Mettere ad ammormidire la gelatina in acqua fredda per circa 10 minuti.
Nel frattempo in un tegame, amalgamate lo zucchero con il liquore ed il succo di limone, fate cuocere a fuoco basso; raggiunto il bollore mescolate spesso e fate cuocere per altri 5 minuti.
Unite la gelatina ben strizzata e mescolate sino al suo completo scioglimento.
Lontano dal fuoco con un cucchiaio riempite le formine scelte (pirottini di carta per me) non completamente ma per circa 2/3 della loro capacità.
Ponete in frigo a rassodare per 12h.
Sformate e rotolatele nello zucchero; servite o confezionate e regalatale...
P.S. I pirottini di carta si attaccheranno e rendono difficile l'operazione di sformatura... ma se scaldate la carta con del vapore caldissimo, vengono via che è una meraviglia.
Uno dei miei preferiti... è sì riferito alle geleé che sono le uniche che mi piacciono, dato che poi per il resto non mangio caramelle se non in casi d'eccessivo calo di zuccheri e comunque preferisco sempre delle mentine a tutti gli altri tipi; gusti o sapori.. ma in questo caso il titolo è soprattutto riferito al blog da cui ho tratto, mi correggo copiato spudoratamente, ovvero il blog di Roberta "I pasticci di Roby".
Lo seguo da sempre, da prima ancora di cominciare questa mia avventura che "giornalmente" cerco di condividere con voi, perché anche senza conoscerla l'ammiro molto; per lo stile; per la dolcezza; per tante e tante cose che solo chi ha la fortuna di conoscerla davvero, può capire.
Già lo scorso anno avevo provato le sue geleé al limoncello e da qui la scoperta dell'uso del vapore per sformarle... ero disperata, non ne volevano sapere di venir via dalla carta e lei non potevo contattarla perché non avevo il pc a casa; ma nel frattempo avevo un tegamino sul fuoco.. in una mano la geleé pronta a finire nel pattume e nell'altra il mestolo per rimestare... il vapore ha compiuto il miracolo :-)
Sicuramente lei avrà il suo metodo, cara se mi leggi me lo dici? Grazie mille per tutto.
Stavolta ho voluto provare la variante al caffé perché mi servivano per abbinarle ai tartufi ... e dato che ho in mente un poker, non solo una coppia.. per mio marito e mia cognata; ho bisogno che chi abbia un minimo di esperienza reale in pasticceria, non come me che pasticcio e basta mi chiarisca un dubbio se vuole:
fondente di zucchero è glassa fondente di zucchero o comunemente detta pasta di zucchero, sono la stessa cosa?
Grazie sin d'ora a chiunque mi risponderà.
Buona serata e scusatemi per l'incoveniente di oggi..!!

mercoledì 15 dicembre 2010

Tempi brevi... ma slurposi!!!


TARTUFI AL CAFFE'
(dosi valide per circa 35 pz.)
Ingredienti:
150 gr. di cioccolato fondente; 100 gr. di cioccolato al latte; 25 gr. di burro; un dl. di panna fresca; un cucchiaio di caffé solubile; cacao amaro q.b.
Preparazione:
Grattugiare i due cioccolati e metterli insieme in una capace ciotola.
In un pentolino mettere la panna; il burro ed il caffé; portare a bollore mescolando bene.
Versate questo composto sopra i cioccolati e continuando a mescolare fateli sciogliere. Ponete la ciotola in frigo per un'ora mescolando di tanto in tanto.
Trascorso il tempo necessario, con l'aiuto di due cucchiaini prelevate un po' di composto e dandogli una forma irregolare, disponete i tartufi su un vassoio coperto da carta forno. Di nuovo in frigo per mezz'ora ed infine rotolateli abbondantemente nel cacao amaro.
Servite dentro i pirottini o confezionateli e regalateli agli amici più golosi che amano il sapore del caffé; può essere un'ottima idea per un regalo natalizio home made.. una piccola strenna golosa ma veloce e facile da realizzare.
La ricetta è presa da un vecchio numero di una rivista e sono diventati un must a casa mia, perché si fanno appunto in pochissimo tempo e sono molto graditi da tutti.
Ho fatto la brava, ne ho assaggiato solo uno.. dovevo vedere come erano venuti no? Stavolta mio marito non fa testo perché lui ama il caffé, quindi sarebbe stato poco obiettivo :-)
Buona giornata a tutti, byeee.

domenica 12 dicembre 2010

Traguardo importante... grazie!!!


TORTA CON PASTA DI ZUCCHERO
(dosi valide per uno stampo da 26/28 cm. di diametro)
Ingredienti:
3 uova; 125 ml. di yoghurt naturale; 2 vasetti di zucchero semolato; 3 vasetti di farina "00"; 1/2 vasetto d'olio di semi; un pizzico di sale; una bustina di lievito per dolci.
Farcia:
250 gr. di ricotta freschissima; 200 ml. di panna vegetale già zucccherata; un cucchiaio di zucchero al velo; 1 + 1/2 cucchiaio di sciroppo alla menta; latte leggermente zuccherato q.b.
Decorazione:
Pasta di zucchero (pdz) già pronta di una nota marca; zucchero al velo; gelatina d'albicocche; colore alimentare liquido blu e nero; monpariglia color argento; gel alimentare blu e bianco; panna montata q.b.
Preparazione:
La torta è una sette vasetti o torta allo yoghurt per la cui realizzazione vi rimando qui; mentre la crema è la stessa usata per le cialde menta e cioccolato.
Fatta la torta e preparata la crema ho tagliato in due strati bagnati ognuno con un po' di latte zuccherato (per non alterare troppo i sapori) e poi farcito.
Per decorarla: sciogliere a bagnomaria la gelatina d'albicocche (circa 100 gr.) e poi con un pennello da cucina spalmarla su tutta la torta, bordi e superficie compresa perché questa serve per far aderire la pasta di zucchero.
La pasta di zucchero va lavorata con lo zucchero al velo, sin quando non raggiunge la consistenza ottimale per essere modellata o spianata e colorata nello stesso tempo. All'epoca avevo trovato solo i colori liquidi sempre di una nota marca e quindi per ottenere la tonaniltà di colore da me voluta ho aggiunto un po' di nero; so che i puristi storceranno il naso e diranno che i colori liquidi non vanno bene, meglio quelli in pasta o in polvere.. ok magari avete ragione ma se non si trovano che faccio?!
Ottenute le due sfoglie, quella bianca che simula le neve e quella azzurra che simula il cielo, ho con l'aiuto di un mattarello steso le due parti sulla torta, non contemporaneamente, infine con gel; formine, panna montata colorata di blu (anche stavolta colorante liquido ma senza nero) e monpariglia color argento ho completato la mia "prima" torta decorata.
Le foto della fette mancano da sempre, perché dopo averla fatta e fotografata l'ho impacchettata e regalata ai miei colleghi il giorno dopo, che hanno apprezzato tantissimo; il che fa presuppore che sia venuta buona :-)
Questa torta ha un significato speciale per me, perché appunto è stata la "prima" e se sono riuscita a farla è stato grazie agli aiuti tecnici e psicologici che mi sono arrivati dalle mie prof. Ladycocca (Lidia) ed Orchidea65 (Anna), due ragazze incontrate all'epoca della frequentazione del forum (stiamo parlano ormai di 3 anni fa) e non le ringrazierò mai abbastanza...!
Prima le mie decorazioni erano limitate all'uso della panna; al cacao; allo zucchero al velo; alle scaglie di cioccolato.... Ammirando le opere d'arte che vedevo in giro cresceva in me il desiderio di provarci ma anche lo scoramento perché non pensavo di riuscirci... ma traguardo importante raggiunto, grazie... il traguardo d'averci voluto provare, di aver vinto quindi le mie remore.
Per lo stesso motivo ho scelto questa torta per ringraziarvi delle "50.000" visite.. altro traguardo importante, grazie... So che i miei numeri faranno sorridere molti di voi per la pochezza della cosa ma, essendo partita da zero e con ancor meno aspettative per me sono numeri importanti che vanno quindi festeggiati, con una torta speciale per il suo significato come questi numeri hanno un significato per me, molto più grande di quello che essi stessi rappresentano con le cifre meramente numeriche... un valore personale aggiunto dalla vostra carineria; dalle vostre parole... dall'averci voluto provare dopo "l'esperienza" forum ma senza fare grandi sforzi per ottenere qualche numero se non quello di essermi messa in gioco, d'essere qui.. d'essere io, con i miei pregi ed i miei difetti.
Infine anche se non c'entra nulla con tutto questo... ma stiamo parlando di numeri e risultati... ho perso i miei primi 6 kg. di troppo... ne devo ancora perdere 1; 2; 3; 4.. va beh un tot *-* ed anche questo è per me un traguardo importante da non sottovalutare.
Ok credo d'avervi annoiati abbastanza, quindi passo e chiudo.
Buona domenica a tutti.

venerdì 10 dicembre 2010

Per il rotto... della cuffia!!!


VELLUTATA DI ZUCCA
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
500 gr.di polpa di zucca; un litro di latte; uno spicchio d'aglio; la scorza grattugiata di un'arancia; 2 cucchiai di farina di riso; 50 gr. di scamorza o scaglie di grana; una grattata di noce moscata; sale, pepe o peperoncino; erba cipollina in polvere q.b.
Preparazione:
Far cuocere al vapore per circa 20 minuti la polpa di zucca; passarla poi attraverso un passaverdura direttamente in un tegame.
Copritela lentamente con il latte mescolando, insaporite con lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato leggermente con il palmo della mano; il sale; il pepe o peperoncino; la scorza d'arancia; un po' d'erba cipollina ed un pizzico di noce moscata grattugiata.
Lasciar cuocere per circa 10/15 minuti a fuoco medio / basso; aggiungere la farina di riso e far restringere. Nel frattempo tagliate a scaglie il formaggio scelto; ristretta al punto giusto la vellutata, impiattarla.
Servirla con le scaglie di formaggio, un'altra spolverata di noce moscata ed erba cipollina.
Per il rotto della cuffia perché partecipo al contest di Ti cucino così "Minestre e zuppe" che scade oggi, anche se ricordavo il 15/12 e dire che è stata fatta un po' di tempo fa, ma spesso è difficile stare dietro a tutte le varie scadenze delle iniziative che fioriscono all'interno dei blog... ma meglio tardi che mai no?! Fiuuuuu, in extremis :-)
Buon w.e.

mercoledì 8 dicembre 2010

Buon... 8 dicembre!!!


Buongiorno e buona festa dell'Immacolata a tutti.
Con ago e filo sono completamente negata, quando ero più piccola avevo imparato a lavorare a maglia ed all'uncinetto ma ormai è così tanto tempo che non faccio più nulla che ho sicuramente perso la mano... ma visto che con colla, forbici me la cavo ancora un po', ho realizzato quest' alberello con relativa penna abbinata per addobbare il mio ufficio.
Scelgo appunto questo modo per farvi gli auguri ufficiali di Buone Feste perché è dall'ufficio che cerco di seguirvi più che posso ed è lì che molti di voi mi fanno compagnia, con la loro presenza, con la loro carineria... quindi da oggi (va beh ieri per l'esattezza) quando mi scriverete o vi scrivo, sappiate che quest'alberello è lì vicino a me che sorride a voi, come voi fate sorridere me.
E' un semplicissimo conetto di polistirolo, rivestito di panno ed addobbato con rafia e pon pon colorati; nulla di eccezionale ma fa tanto Natale e mi sembrava giusto che anche il luogo dove trascorro la maggior parte delle mie giornate, anche per dare il benvenuto ai clienti, respirasse un po' d'aria di festa... Non è la sola decorazione ma questa è quella nuova di quest'anno e visto che Chez Denci esiste da quest'anno, posso condivederla con voi con molta più naturalezza.
Abbracci, Debora.

lunedì 6 dicembre 2010

Un morbido... cuore!!!


BON BON ALLE MANDORLE

(dosi valide per circa 60 pz.)
Ingredienti:
400 gr. di mandorle pelate ridotte in farina; 200 gr. di zucchero semolato; 1/2 bicchiere d'acqua ai fiori d'arancio; 1/2 bicchiere d'acqua; la scorza di un limone grattugiata; 500 gr. di cioccolato fondente; zucchero semolato e liquore (Grand Marnier) q.b.
Preparazione:
Mettere lo zucchero, l'acqua e l'aroma ai fiori d'arancio in un capace tegame, far cuocere a fuoco basso sin quando non si ottiene uno sciroppo semi denso. Unire la farina di mandorle e la scorza di limone, mescolare per bene sin quando il composto non diventa asciutto.
Versare sul piano di lavoro coperto da carta forno, lasciar intiepidire e formare tante palline dalla grandezza media di una noce con le mani bagnate di liquore, rotolare nello zucchero semolato e servire.
Fin qui vi ho dato dosi ed istruzioni della ricetta trovata su una rivista ma... o ho sbagliato qualcosa io, il che è molto probabile o manca qualche passaggio nella rivista, ed anche questo è possibile, perché il composto ottenuto resta molliccio, non c'è stato verso di farlo solidificare, nemmeno facendolo riposare all'aria o dentro il frigo.
Buono ma molliccio, quindi adieu idea d'arrotolare queste caramelline nella carta velina, metterle dentro un barattolo trasparente e farle diventare una strenna natalizia, tra l'altro glutenfree quindi ottima anche per gli amici o parenti con intolleranze alimentari... (Idea anche questa suggerita dalla rivista, senza però tenere in considerazione il fatto che era impossibile farlo).
Con la copertura di cioccolato da far fondere a bagno maria e temperato, ho risolto il problema; sono venuti degli ottimi dolcetti, gustosissimi che si sono avvolti benissimo, sono stati messi dentro un barattolo trasparente e diventeranno uno dei miei regali.
Per scrupolo li ho prima avvolti nella carta alimentare e poi nella carta velina colorata... infatti in foto si vedono tutti e 4 i passaggi: nudo; vestito; con il cappotto ed infine con la sciarpa; i guanti ed il cappello.
Buon inizio settimana, sperando di riuscire ad essere più presente.
Partecipo alla raccolta "Regalo di Natale" di Japan The Wonderland.

venerdì 3 dicembre 2010

Ogni tanto... tornano!!!


FARFALLE FUNGHI E SALMONE
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
140 gr. di farfalle; 150 gr. di salmone; 250 gr. di champignon bruni; 1/2 scalogno; uno spicchio d'aglio; 1/2 bicchiere di vino bianco; un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva; pepe rosa in grani; sale; prezzemolo e peperoncino q.b.
Preparazione:
Mondare e tagliare a fettine sottili i funghi; sfilettare il salmone e tagliarlo a striscioline; affettare finemente lo scalogno, tenere tutto da parte.
In una padella larga far scaldare l'olio con l'aglio intero (da togliere a fine cottura) e lo scalogno, far appassire quest'ultimo ed unire prima i funghi; farli rosolare un po' a fuoco vivo, poi il salmone e far rosolare anche questo. Sfumare con il vino bianco ed infine abbassare la fiamma. Regolate con sale; peperoncino e qualche grano di pepe rosa; mescolate spesso e completate la cottura.
Lessate nel frattempo in acqua salata le farfalle, scolatele al dente e versatele nella padella del condimento, rimestate per bene. Impiattate, spolverando con del prezzemolo stracciato ed altri grani di pepe rosa.
La semplicità assoluta del gusto... un piatto profumato grazie alla presenza dei funghi e saporito in abbinamento con il salmone; modesto nell'uso degli ingredienti ma di bell'impatto visivo ed al palato. Non è da me elogiare un piatto mio, ma stavolta sono veramente rimasta soddisfatta appieno così come lo sono stati i miei ospiti, una seconda volta che l'ho riproposto.
Con questa piccola ricetta vi auguro buon fine settimana... però, "bel" ritmo ho preso in quest'ultimo periodo, sorry; ecco perché ogni tanto tornano, è riferito a me :-) Partecipo al contest "Controcorrente...il salmone" de La renna in cucina.

Vino consigliato: MOLI' "DI MAJO NORANTE"
Un vino bianco molisano, prodotto con uve: Falanghina in predominanza, con aggiunte di Trebbianello e Bombino. Dal colore giallo paglierino vivace e brillante; ha un bouquet molto profumato; fresco; con forti sentori di fiori di tiglio. Il suo gusto è morbido; leggermente acidulo con retrogusto di melalimoncella.
Un vino da tutti i giorni senza grandi pretese ma godibilissimo. Ottimo per antipasti; piatti leggeri e cucina a base di pesce.

martedì 30 novembre 2010

Ancora "una"... "doppia" portata!!!


TORRETTA D'ANANAS
(dosi per 2/3 persone)
Ingredienti:
100 gr. di ricotta di pecora; 120 ml. di panna vegetale; 3 cucchiai di zucchero semolato; un cucchiaio di rhum; un pizzico di cannella in polvere; 30 gr. di pistacchi; 2 cucchiai di liquore Strega; 4/5 cucchiai di zucchero al velo; 8/9 fettine d'ananas (fresco o sciroppato); ribes; gocce di cioccolato fondente; zucchero al velo e vaniglia bourbon q.b.
Preparazione:
Pulire o sgocciolare dal liquido di conservazione l'ananas e tenerlo da parte.
Preparate la simil glassa ai pistacchi; tritateli finemente il più possibile, amalgamateli con lo Strega e tanto zucchero al velo sino a quando non avrete raggiunto una consistenza semi fluida.
Fate la crema di ricotta, amalgamando la stessa (ben sgocciolata) con lo zucchero semolato; il rhum e la cannella. Semi montare la panna, unire la crema di ricotta e finire di montare. Aggiungere le gocce di cioccolato e mescolare.
Disporre una fettina d'ananas sul piatto, con una sacca à poche coprirla con un po' di crema, riempiendo anche il buco; ripetere gli strati per altre due volte. Sull'ultimo strato mettere del ribes; un pezzetto di vaniglia bourbon, un po' di salsa ai pistacchi ed una leggera spolverata di zucchero al velo.
Con la restante simil glassa ai pistacchi, arricchire il piatto.
In frigo sino al momento di servire.
Con queste dosi a me sono venute due torrette da tre ed una da due, quindi nel caso in cui l'idea vi piaccia e volete riprodurla per più commensali, regolatevi con le dosi adattandole alle vostre esigenze.
Sto evitando di fare dolci in questo periodo, però senza fare proprio nulla non ce la faccio quindi frutta ma ricca ed in dosi minime... solo per mio marito, almeno tengo le mani in pasta senza però vanificare gli sforzi e/o sacrifici sinora fatti... una doppia portata?! Potrei anche dire due piccioni con una fava.
Buon inizio settimana in ritardo :-)

Partecipo alla raccolta "Menù di Natale" de La cucina di Antonella.

sabato 27 novembre 2010

Sfida mensile MTC... guardo e partecipo!!!


CONIGLIO GLASSATO ALLA BIRRA
(dosi valide per una persona)
Ingredienti:
400 gr. di coniglio; 3 spicchi d'aglio; 500 ml. di birra scura; una cipolla, una stecca di cannella; 3 chiodi di garofano; 2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva; 3 cucchiai di farina "00"; un bicchiere d'acqua calda; due cucchiai d'olio extra vergine d'oliva; rosmarino; salvia; timo; sale e pepe q.b.
Contorno:
2 pomodori da insalata; uno spicchio d'aglio; un cucchiaio d'olive nere tritate; 1/2 cucchiaio di capperi; un cucchiaio di aceto balsamico; un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva; 2 filetti d'acciuga sott'olio; origano in polvere; indivia riccia; sale e peperoncino q.b.
Preparazione:
Disossare il coniglio e tagliarlo a dadi; lavarlo per bene con acqua e sale. Disporlo in una terrina profonda; unire 2 spicchi d'aglio tagliati a lamelle; la cipolla tagliata a metà; il rosmarino; la salvia; il timo; la stecca di cannella spezzata in due pezzi ed i chiodi di garofano; coprire con la birra e far macerare per 5 ore mescolando spesso.
Al termine della marinatura, sgocciolare la dadolata di coniglio e farinare per bene un pezzo alla volta. Filtrare il liquido di macerazione e tenerlo da parte. Mettere a soffriggere l'olio con uno spicchio d'aglio schiacciato a lama di coltello; unire il coniglio e far rosolare per bene. Regolare con sale e pepe. Aggiungere la birra filtrata e far cuocere a fuoco lento per almeno 40/50 minuti mescolando spesso; se il liquido si restringe troppo aggiungere dell'acqua calda un po' alla volta.
Nel frattempo preparate il contorno, pulite e tagliuzzate dell'indivia riccia, fatela sgocciolare e coprite il piatto.
Fate una brunoise di pomodori (dadi molto piccoli) privandoli dei semi e metteteli in una ciotola; unite le olive nere; lo spicchio d'aglio intero; i capperi dissalati; le acciughe spezzettate; l'olio; l'aceto balsamico; l'origano; il sale ed il peperoncino, mescolate per bene e fatela riposare per 20 minuti circa. Eliminate l'aglio.
Cotto il coniglio trasferitelo sul letto d'indivia, completate il piatto con il contorno di pomodori e vinaigrette.
Io non ho mai mangiato coniglio; quindi non l'ho mai comprato; né mai cucinato; né mi sarei mai immaginata a doverlo preparare e questa lunga sequenza di MAI sarebbe durata ancora se non fosse stato per la brava Ginestra che ha vinto la sfida del mese scorso di Menù Turistico e quindi come da regole ha proposto il coniglio alla cacciatora.
A parte il fatto che le ragazze di MT hanno fatto un signor regolamento, dove è anche ammesso sostituire uno degli ingredienti obbligatori per irreperibilità del prodotto; o perché non piace o perché non lo si mangia punto e basta; una cosa che ho apprezzato tantissimo, ho trovato il volontario: mio marito... lui non ama particolarmente il coniglio ma l'ha mangiato e l'ha pure gradito; bene così siamo pari: meso scorso ha guardato lui (mele ndr) questo mese guardo io ma ci sono, partecipo :-)

giovedì 25 novembre 2010

Dagli studi di... "chi l'ha visto"!!!


RISOTTO ALLA ZUCCA
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
140 gr. di riso; 200 gr. di polpa di zucca; 1/2 scalogno; 1/2 bicchiere di vino bianco; una noce di burro; 250/300 ml. di brodo vegetale; uno spicchio d'aglio; un fungo porcino di medie dimensioni; sale; pepe o peperoncino; timo fresco; burro e parmigiano grattugiato (facoltativo) q. b.
Preparazione:
Pulire e mondare la zucca dai filamenti e dai semi, tagliarla a tocchetti e tenerla da parte.
Pulire il fungo porcino e tagliarlo a fettine sottili, tenere anche questo da parte.
In una capace casseruola fate appassire lo scalogno finemente affettato con il burro, unite il riso e fatelo tostare. Unite la zucca e fatela rosolare un po', sfumate con il vino bianco e quando questo è assorbito completamente, cominciate ad un unire un mestolo di brodo caldo alla volta, sino a completare la cottura del riso e della zucca; mescolate spesso. Regolate con sale e pepe o peperoncino.
Negli ultimi cinque minuti circa di cottura, smettete di mescolare, coprite con un coperchio e lasciar mantecare il vostro risotto, senza aggiunta di altri grassi.
Nel frattempo fate sciogliere in un tegamino un'altra noce piccolissima di burro con l'aglio in camicia (comprensivo di buccia), fatelo sfrigolare un po' senza farlo annerire, quindi bruciare ed unite le fettine di fungo porcino. Fatelo saltare a fuoco vivace per circa 5 minuti; spolverate con foglioline di timo e poi usate il tutto per decorare ma anche per insaporire maggiormente il vostro risotto.
Se volete spolverate con del parmigiano grattugiato che io ho omesso per gustare appieno il sapore delle verdure usate.
Buon appetito.
Dagli studi di "Chi l'ha visto" con la partecipazione straordinaria di "C'é post@ per te" ... "Carramba che sorpresa"... eh sì perché questa è la foto/ricetta comparsa e poi scomparsa un po' di tempo fa e mai più rimessa. Come potete vedere il risotto sta bene, non ha subito traumi e quindi non si reputa necessario l'intervento anche di "Stran'amore"!!!
Va beh.. dopo aver fatto un po' d'ironia, torno ad esser seria (se possibile) *-*, buondì.

Vino consigliato: REGALEALI "TASCA D'ALMERITA"
Un bianco siciliano tra i più famosi della tenuta ove viene prodotto, di cui appunto porta il nome. Prodotto con uve: Inzolia, Grecanico e Catarratto in prevalenza. Dal caratteristico colore giallo paglierino con riflessi verdolini; ha un bouquet particolarmente fruttato con sentori di pesca a polpa bianca; mela e pompelmo rosa. Il suo gusto è morbido; ricco; intenso e fragrante. Ottimo con pesce; carni bianche e piatti leggeri; diventa perfetto se usato come aperitivo o addirittura sostitutivo dello spumante.

lunedì 22 novembre 2010

Piccante al... punto giusto!!!



(dosi valide per uno stampo da 22/24 cm. di diametro)
Ingredienti:
60 gr.di burro; 75 gr. di zucchero semolato; un uovo; 100 gr.di cioccolato fondente; 110 gr. di farina "00"; un cucchiaio di scorza d'arancia grattugiata finemente; un cucchiaino di peperoncino in polvere; 1/2 bustina di lievito per dolci; un cucchiaio di Cointreau; un cucchiaio di cacao amaro; 125 ml. di latte.
Copertura:
125 gr. di cioccolato fondente da copertura; 180 ml. di panna vegetale.
Preparazione:
Fondete il cioccolato con il burro, fuori dal fuoco unite il liquore; il peperoncino; la scorza d'arancia, mescolate il tutto e lasciate intiepidire. Nel frattempo montate a spuma l'uovo con lo zucchero, unire la farina setacciata con il cacao, un po' alla volta, aiutandovi con il latte. Amalgamate anche il composto di cioccolato e per finire aggiungete il lievito.
In forno già caldo a 180° per 30 minuti circa (prova stuzzicadenti sempre valida).
Sformare la torta e lasciarla freddare su una gratella.
Far sobbollire la panna, versarla a filo sul cioccolato da copertura tagliato in piccoli pezzi il più possibile regolari e farlo sciogliere. Glassate la torta, far rapprendere a temperatura ambiente e servire.
Nel caso in cui non usiate cioccolato da copertura, prima di glassare la torta, far freddare il composto cioccolato e panna in frigo per circa 15/20 minuti, poi montatelo un po' ed infine ricoprite il vostro dolce.
Non fatevi suggestionare dall'uso del peperoncino, perché viene una torta leggermente piccante, dal retrogusto molto piacevole nonché profumatissima grazie alla scorza d'arancia ed al liquore.
Si mantiene morbida anche un paio di giorni ammesso che duri abbastanza a lungo considerato che è pure afrodisiaca :-)
La ricetta a me la fece conoscere una ragazza del forum che frequentavo prima (Daniela) ma so per certo, che lei l'ha presa dalla rete, però non so da dove quindi chiunque la riconoscesse come propria me lo dica, che lo linko volentieri.
Buon appetito e buona settimana.

mercoledì 17 novembre 2010

Dal polveroso... archivio!!!


ANANAS IN CROSTA
(dosi variabili)
Ingredienti:
500 gr. di ananas fresco o sciroppato; un rotolo di pasta sfoglia; chicchi di melagrana; clementine; zucchero al velo; zucchero semolato; limoncello; maraschino; salsa alle fragole; panna liquida; toping al cioccolato q.b.
Preparazione:
Pulire l'ananas o sgoccialarlo dal liquido di conservazione; tagliarlo a tocchetti e metterlo a macerare per un giorno con uno spruzzo di maraschino; un cucchiaio di zucchero semolato ed i chicchi di melagrana; coperto da pellicola alimentare.
Nel frattempo con la carta stagnola preparate le formine... prendete una bottiglia di succo di frutta se le volete fare di piccole dimensioni o di birra se le volete più grandi. Avvolgete due volte la carta argentata sulla bottiglia senza stringere troppo, altrimenti non la togliete più a partire dal collo; poi togliete la bottiglia, riempite la cavità con altre palline di carta stagnola (o non regge il peso della pasta sfoglia) e sagomate la vostra formina; se gli date una punta più curva otterrete una cornucopia che era il mio scopo (fallito sigh!). Imburrate benissimo questa formina artigianale, altrimenti si attacca alla pasta terribilmente.
Con un mattarello spianate un po' la pasta sfoglia, bagnate uno dei due lati (possibilmente quello esterno) con del limoncello, cospargete con zucchero semolato e poi ritagliate delle strisce che dovrete arrotolare, accavallandole un po' sulla vostra formina.
In forno già caldo a 220° per 15 minuti circa. Sformare, far freddare perfettamente, eliminare la carta stagnola e poi riempire con l'ananas ed i chicchi di melagrana (sempre scelti perché portano bene).
Cospargere con abbondante zucchero al velo e poi decorare... io ho usato salsa alle fragole con gocce di panna liquida e poi una clementina fatta a tocchetti bagnata con del toping al cioccolato.
Dal polveroso archivio... non perché è una ricetta vecchia, ma perché io sono relegata in archivio, ecco perché sono scomparsa dal mio e dai vostri blog, ma tornerò per vostro "grande dispiacere" e per mio "grande piacere" :-)
"Ricettina" velocissima tanto per augurarvi in ritardo buona settimana, non riesco davvero a fare di meglio per il momento, sorry.
P.S. Un grazie alle ultime persone che si sono unite al mio blog, appena possibile verrò a ringraziarvi a casa vostra. Byeee

domenica 14 novembre 2010

Un must... palermitano!!!


PANI CA' MEUSA
Guardate bene le foto e poi chiudete gli occhi, seguitemi e spero in questo modo di farvi fare un'altro giro virtuale per le strade di Palermo, dove colori; profumi; sapori si confondono e si uniscono, in una perfetta armonia...
Siamo nel cuore della città, la parte vecchia o antica, in uno dei mercati cittadini tra i più popolari "La Vucciria"; ho scelto questo e non "Ballarò" per esempio o "Il Capo" per due motivi: primo perché grazie al famoso quadro di Guttuso è forse il più noto; secondo perché proprio il termine vucciria ha un signficato specifico, che potrà forse aiutarvi a comprendere meglio la mia città...!
Vucciria in dialetto, confusione; caos in italiano ma, non dobbiamo vedere questa parola necessariamente come espressione di un qualcosa di negativo, perché ad esempio se siamo in un ospedale diciamo "Matri mia chi silenziu" mentre se siamo in un parco pieno di bambini che giocano diciamo "Chi vucciria ca fannu sti picciriddi".... esattamente l'opposto: mamma mia che silenzio in un ambiente di solito triste; dove purtroppo a meno che non ci si trovi al reparto maternità si respira aria di sofferenza, di dolore; mentre che confusione che fanno questi bambini quindi vitalità; gioco; risate; allegria...!
Se questa parola l'associamo a Palermo, con un unico termine identifichiamo e rappresentiamo la città in tutto il suo essere: vecchio e nuovo che si amalgamano; problemi da grande città con però tanta voglia di riscatto e gioia di vivere; pregiudizi giustificati e non; calore e colore; misto di tradizioni popolari e storia; architetture moderne ed antiche, tutto perfettamente fuso, in buon'armonia nonostante appunto la confusione che può apparentemente generare l'insieme delle cose.
Così come i nostri palazzi, le nostre parole dialettali, i nostri usi e costumi risentono giustamente di tutte le dominazioni subite, ne risentono anche le nostre abitudini alimentari ed "ù pani ca' meusa" quindi il pane con la milza ne è un esempio perfetto... si mangia in strada come ad esempio il Kebab arabo; si cucina in strada o al massimo nelle apposite focaccerie... ma torniamo per un momento al giro turistico...!
Siamo alla Vucciria che non è il classico mercato fatto nella piazza principale della città, è proprio una parte della città; dove vicoli e vicoletti permettono svoltando a destra o a sinistra di andare da una parte all'altra... di passare da Corso Vittorio Emanuele in Via Roma e viceversa; di raggiungere Via Maqueda o il Cassaro (la zona portuale) in poco tempo... luogo dove viene venduto di tutto: frutta; pesce; carne; spezie; formaggi; abbigliamento; quindi come detto prima odori e colori che si confondono come in un suk; se già siete storditi o affascinati da tutto ciò, manca ancora la ciliegina sulla torta... "l'abbannio"!
"Abbanniare" in dialetto significa urlare; alzare la voce ma a fin di bene; non ci sono le vetrine come possono esserci in un centro commerciale o in un negozio; quindi l'unico modo che ha il gestore dell'attività d'attirare la gente verso la propria mercanzia è quello d'abbanniare... di pubblicizzare i propri prodotti; di farsi vedere e sentire; un po' come fa il venditore ambulante di cocco al mare: "Coccooo; cocco frescoooo!!!" perché solo urlando; alzando la voce riuscirà a farsi sentire anche da quei bagnanti che distratti dal rumore del mare; dal chiacchericcio dei vicini o dal godersi in pace la tintarella, vogliano invece gustarsi una fettina di cocco e quel richiamo è servito magari per farne scattare la voglia.
Ancora una volta il folklore che state vivendo viene interrotto da un profumo buono, carne e strutto e, da un capanello di gente che sta attorno ad una bancarella con le ruote sotto (in modo che poi finita la giornata lavorativa venga riposta nell'apposito capannone, al riparo dalle intemperie e dalla balordaggine di alcune persone); un vetro che divide "ù meusaru" o "vastiddaru" dagli avventori; una bombola a gas; un ripiano dove sopra c'è il tegame per la preparazione del cibo ed una mensola sotto dove tenere il pane, rigorosamente coperto da coperte di lana per mantenerlo caldo... ecco: avete appena scorto il posto dove viene venduto "ù pane ca' meusa".
Il pane con la milza anche se è impropriamente chiamato così, visto che può contenere pure dei pezzi di polmone e, soprattutto aggiunte di "cannarozzu" ossia trachea di vitello è davvero un must, uno dei cibi più rappresentativi di Palermo, cucinato e mangiato in strada senza distinzione di ceto sociale... tra i clienti trovate il bancario così come il muratore; l'uomo ben vestito come lo studente in jeans e maglietta; donne ed uomini; chiunque abbia voglia di gustare quest'appetitoso panino senza che però abbia problemi di colesterolo; di dieta o di alimentazione diversa ovviamente.
Ha origini antichissime... risale al medioevo, quando era folta la comunità ebraica che popolava la città allocata soprattutto nei quartieri spagnoli; molti di loro lavoravano nel mattatoio cittadino ed alcuni erano proprio specializzati nell'eviscerare gli animali dai loro organi interni ma, dato che per motivi religiosi non potevano percepire denaro, venivano quindi pagati in natura, ovvero con le stesse frattaglie che potevano però rivendere per guadagnarci qualcosa.
Gli ebraici presero quindi l'abitudine di vendere la milza soprattutto ed altre frattaglie (stomaco; muso e piede di maiale; ed anche questi infatti diventano cibo da strada diverso e cucinato in altro modo) ai cristiani e più propriamente ai "caciottari"; che già vendevano dei panini appositi la "vastedda" (panino morbido, pieno di mollica e sesamo, da mangiarsi il più caldo possibile) intrisi di sugna o saima, dagli inventori spagnoli "saim" farciti con ricotta; caciotta o formaggi vari. Durante il dominio degli Aragonesi, gli Ebrei furono cacciati dalla città, quindi i caciottari presero possesso dell'attività in toto, ed unirono al loro già gustoso panino con i formaggi anche la milza etc.
Ancor'oggi il panino con la milza viene fatto allo stesso modo... un tegame inclinato dove sopra vien cotta la trachea che ha bisogno di più cottura e sotto il panino per restare caldo ed inumidirsi con la milza, che deve invece cuocere molto poco o si spappola; forchettone a due denti senza quello centrale per non rovinare il prodotto; carta grezza da pane per avvolgere l'untuosa ma buonissima "vastedda" (panino) spruzzata di limone ed una semplice domandina per voi... la volete "schetta" o "maritata"?
Questa è l'unica domanda che vi porrà "ù meusaru" se vi trovate al suo cospetto pronti a gustarvi questa specilità tipica palermitana.
"Schetta" tradotto in italiano significa: single (oggi.. prima zitello/a) quindi con una farcitura semplice: vastedda; milza; con o senza trachea; spruzzata di limone... "Maritata" che significa invece sposata, prevede pertanto una farcitura più ricca: vastedda; milza; trachea; spruzzata di limone ed infine aggiunta di ricotta o caciocavallo fresco fatto a scaglie.
Sicuramente nasce come cibo povero, in periodi in cui il popolo viveva in condizioni economiche disagiate, era l'unico modo per poter mangiare la carne o qualcosa che ci somigliasse con pochi soldi; oggi è invece diventato un capriccio; una "vuluria" (golosità) per tutti i palermitani ed i turisti che hanno però lo stomaco forte e la voglia di vivere e condividere la convivialità che accompagna queste strutture informali.
Nasce in strada e si consuma prettamente in strada ma esistono anche le focaccerie, alcune nate addirittura nel 1800, in perfetto stile liberty, dove camerieri in livrea servivano la focaccia a chiunque avesse voglia di assaporare questa prelibatezza; così come molti palermitani provano a farsi il pane con la milza a casa propria... strutto; milza; "vastedda" ma il sapore che si ottiene a casa non è lo stesso che si ottiene in strada; forse perché è tutto l'ambiente, la struttura, l'aria a rendere speciale un panino ca' meusa; non tanto gli ingredienti.
Con questo lunghissimo racconto, sperando di non avervi annoiati partecipo al contest di Giulia "Italian Street Food".

venerdì 12 novembre 2010

Riciclo... riadattato!!!


FRITTELLE FETA E SPINACI
(dosi valide per uno stampo medio)
Ingredienti:
3 uova; 100 gr. di feta; 100 gr. di ricotta; 2 cucchiai di besciamella o panna da cucina; 200 gr. di spinaci lessati; uno spicchio d'aglio; un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva; un cucchiaio di vino bianco; semi di sesamo; pangrattato; sale; dragoncello in polvere; peperoncino q.b.
Preparazione:
Lessare gli spinaci in abbondante acqua salata con il vino; lo spicchio d'aglio intero (da togliere a fine cottura); l'olio ed il peperoncino. Scolateli e strizzateli per bene.
Nel frattempo amalgamate la ricotta con la feta; unite le uova; gli spinaci; la besciamella e mescolate il tutto.
Ungete leggermente una pirofila antiaderente e spolverate la superficie di pangrattato, travasate il composto di uova e formaggi, spolverate con un po' di dragoncello e fate una copertura di semi di sesamo abbondante.
In forno già caldo a 190° per 30/35 minuti.
Sformare, far intiepidire e poi con le formine dategli la forma che volete.
Queste frittelle sono state ottenute da parte del condimento che mi era rimasto per la spanokopita, ho solo aggiunto altre 2 uova e la besciamella ma in proporzione credo di avervi dato gli ingredienti "giusti" per farle.
Partecipo alla raccolta di Federica "Un uovo per amico" e con l'occasione vi auguro buon fine settimana.
P.S. Scusatemi se non ricambio le visite per il momento, ma è davvero difficile farlo mentre ti squilla il telefono o ti viene gente in ufficio e da casa... settimana caotica è dire poco, meno male che è venerdì!

Partecipo alla raccolta "Feta, scopriamola assieme" di Ornella de Il giardino dei sapori e dei colori.

mercoledì 10 novembre 2010

Un "freddo"... cadeau!!!


RED ICE
Occorrente:
Acqua; chicchi di melagrana o ribes; formine per ghiaccio.
Realizzazione:
Pulire e sgranare i grani di ribes o melagrana, metterne un numero dispari da 3 a 5 in ogni stampino per il ghiaccio e poi coprire con acqua.
In frezeer a solidificare sino al momento dell'uso.
Una piccolissima idea di decorazione; questi simpatici cuoricini possono benissimo arricchire l'aperitivo del Natale o lo spumante per San Valentino, ecco perché ho rigorosamente scelto dei chicchi rossi... Chicchi perché beneauguranti e rossi perché il rosso sarà il colore predominante per le imminenti festività ma è anche rappresentativo dell'amore, della passione.
Un" freddo" cadeau ma forse sarebbe stato giusto chiamarlo speedy cadeau... perché scappooooooooooo ma mi mancate.
Semplice e veloce per compensare in parte qualcosa di più corposo e serio. Buona giornata, byee.

Con questa ricetta partecipo al contest "Rosso sopraffino... Le ricette di S. Valentino" de La cuochina sopraffina.

lunedì 8 novembre 2010

Leggerezza... gustosa!!!


STRACCETTI DI TACCHINO ALLE ERBE
(dosi valide per 2 persone)
Ingredienti:
300 gr. di tacchino; il succo di 1/2 limone; uno spicchio d'aglio; sale; peperoncino; pangrattato; prezzemolo; salvia; timo; erba cipollina q.b.
Preparazione:
Pulite il tacchino dai filamenti, tagliatelo a straccetti e mettetelo a marinare con il succo di limone almeno per un paio d'ore. Nel frattempo fate un trito di prezzemolo; aglio e le altre spezie in polvere, unite il tutto a del pangrattato. Trascorse le due ore il succo di limone si è completamente assorbito ma se così non fosse, un pezzettino alla volta sgocciolatelo per bene e passatelo nel composto pangrattato; erbette e poi in una pirofila coperta da carta forno. I pezzetti di tacchino (va bene anche il pollo) devono stare tutti vicini vicini. Regolate con sale e peperoncino, passate in forno già caldo a 190° per 40/45 minuti circa. Servire e gustare. Leggerezza gustosa... è un piatto davvero molto leggero, infatti non è stato usato alcun tipo di grasso sia questo vegetale che animale; gustoso perché la marinatura del pollo gli conferisce morbidezza e sapore; l'insieme gradevole. Eh sì è cominciata la dieta, tra meno di un mese c'è il primo controllo dal dietologo e quindi non sono più permessi stravizi... anche se mettersi a dieta prima del natale mi sembra da paura.. ma ce la faremo!! Ovviamente per lo stesso motivo, anche il vino è stato eliminato, tranne rare eccezioni che vedrete di volta in volta, quando e se. La ricetta l'aveva presentata Luisa (piccolamela), una ragazza che conoscevo quando frequentavo il forum, anche se poi sinceramente a me la diede Grazia altra ragazza dello stesso forum, molto tempo dopo... tranne l'aglio, quella è una mia aggiunta personale. Perché tutta questa precisazione; perché ho letto da Olio e Aceto una storia assurda: Fabiola è stata rimproverata da qualcuno perché non è stata citata lei come fonte per l'uso della carta forno in una particolare preparazione... la carta forno?!!! Ok meglio riderci sù.. anche se trovo più disdicevole sentirti dire grazie per qualche ricetta nel momento in cui si frequenta lo stesso ambiente, ma una volta che vai via perdi ogni diritto e la ricetta diventa addirittura una preparazione di famiglia o qualcosa di simile. Beh ragazzi, visto che i veri problemi della vita non sono questi, acqua sul fuoco e buon inizio settimana a tutti. Ho dimenticato... so che ieri sera qualcuno di voi sul tardi ha visto comparire una foto e poi non l'ha vista più.. stessa storia di sempre, ho inviato anziché salvare; poi mi si è impallato il pc e ci ho rinunciato; la rivedrete più in là :-) Partecipo alla raccolta "Oggi cucino io... Ma light!" di Piccolo spazio grandi ricette, con tutta la mia comprensione :-(

sabato 6 novembre 2010

Proviamo a pensare... alle feste!!!


ARANCE AL CIOCCOLATO
(dosi variabili)
Ingredienti:
200 gr. di cioccolato fondente; una noce di burro; un cucchiaio di latte; scaglie di mandorle pelate; ribes; arance; zucchero al velo q.b.
Preparazione:
Sbucciare e pelare benissimo le arance, dividerle in spicchi e tenere da parte.
Fondere a bagnomaria il cioccolato con il burro; lontano dal fuoco unire il latte ed amalgamare il tutto. Lasciare leggermente intiepidire.
Immergere gli spicchi d'arancia nel cioccolato, guarnire un'estremità con le mandorle e posizionarli nello stecco di legno.
Mettere in frigo a rassodare e tenere lì sino al momento dell'uso.
Pulire il ribes, asciugarlo con carta cucina e comporre il piatto; spolverando il tutto con zucchero al velo (per simulare la neve) da mettere all'ultimo minuto o si asciuga scomparendo alla vista.
Non so ancora se a Natale resto qui o vado giù dai miei, quindi fin quando posso, se posso mi piacerebbe farvi conoscere le mie idee di presentazione dei piatti; definire questa una ricetta mi sembra esagerato... e dato che la frutta mi piace molto, eccetto alcune cose ho cominciato da lei.
P.S. Da oggi faccio la prova banner, ne ho inseriti alcuni che trovate a fondo pagina ma nel momento in cui mi danno di nuovo problemi (anche se non ho mai scoperto la causa della lentezza esagerata) ricomincio da zero e li tolgo di nuovo.
Magari voi direte: è il tuo spazio, fai quello che vuoi... avete ragione ma per correttezza sto provando a spiegare, non ho mai avuto intenzione di fare disparità con nessuno ed ho sempre partecipato volentieri a tante cose.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...